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Lazio, Felipe Anderson, da brutto anatroccolo a cigno biancoceleste

by Paolo Buchetti
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Lazio e la Champions League, Felipe Anderson…

Lazio, la Champions League e Felipe Anderson  –  Ieri, forse per la prima volta quest’anno, abbiamo visto una squadra importante da tutti i punti di vista.

Mancavano due titolari  fondamentali  come Zaccagni e anche Rovella, che piano piano si sta guadagnando il ruolo di regista con pieno merito per quantità e qualità. Mancava anche un cambio importante come Vecino, che all’occorrenza può essere tranquillamente un titolare, in questa Lazio, senza far manifestare scompensi alla squadra.

Lazio – Abbiamo visto finalmente una squadra

Quella di ieri, con le assenze e con giocatori ancora non al meglio della forma, ha dato prova di essere in grado con chiunque, di poter recitare un ruolo importante anche in chiave europea. Oltre alla prestazione in campo, anche la lettura di certi momenti della partita, ha dimostrato che l’esperienza maturata in questi mesi nella coppa continentale più importante, può darti quella coscienza e personalità che ti permette di essere lucido anche quando l’acido lattico si comincia a manifestare nelle gambe. Una squadra, e quando diciamo squadra, si intendono una miriade di sfumature psicologiche, fisiche e tattiche che ti fanno dare il massimo e anche oltre.

Menzionare i migliori mi farebbe scorrere un fiume di parole perchè tanti, se non tutti, meriterebbero un tributo personale. Mi vorrei però soffermare su un giocatore sul quale tutto l’ambiente, non solo tecnico, ma anche giornalistico ed in particolare di Lazio Live sta concedendo tanti articoli ed attenzioni.

 

Cagliari Lazio Felipe Anderson

Felipe Anderson / Foto: profilo X Felipe Anderson

Lazio, Felipe Anderson…

Lo marchiamo stretto il nostro Felipetto, ma non riceverà mai un graffio da chi gli vuole bene. E’ un periodo particolare per questo ragazzo d’oro che in questi anni, vestendo i nostri colori, ha dato sprazzi di classe straordinaria e ci ha fatto ampiamente godere da tifosi ed amanti del bel calcio.

Gli vogliamo bene, con tutti i suoi pregi, ma anche con qualche pecca che ormai conosciamo a memoria, ma sulla quale sorvoliamo ben volentieri. Perchè l’amore per questo ragazzo, a volte apparentemente indifeso rispetto a tutto ciò che gli accade intorno, profuma di un calcio antico e di attaccamento alla maglia.

In questi mesi, ci siamo piano piano assuefatti all’idea che a giugno facesse le valigie. Ci sembrava così lontana quella scadenza di contratto che siglava inesorabilmente la fine di un rapporto importante. Le sue prestazioni in campo quest’anno, dopo la stagione straordinaria del secondo posto, apparivano sotto tono, come se sentisse un qualcosa che segnasse un confine.

Il suo contratto

Chi segue Lazio Live con costanza sa a memoria la posizione contrattuale di Felipe e la scelta che dovrà fare nei prossimi giorni. Noi non possiamo fare altro che essere spettatori di tutto questo. Ma la prestazione di ieri parla chiaro. L’impressione, vissuta anche a Cagliari, è che questo giocatore stia ritrovando se stesso e le sue immense qualità. E chissà che questa sua ritrovata sintonia e apparente serenità dipenda da una scelta inconsciamente già presa, anche senza aver apposto alcuna firma.

Lo speriamo per lui e per il suo futuro, qualsiasi esso sia. Certo è che queste prestazioni come quella di ieri, da protagonista di Champions League, profuma di un cielo limpido e terso, dei colori che amiamo. Se torna su questi livelli, non ce ne è per nessuno.

E il nostro cuore non può far altro che farci sognare di vederlo, il prossimo luglio in quel di Auronzo, ancora vestire i colori di quel cielo dove volano alte le aquile più forti. Mi piace sognare ancora, in questo mondo che regala ben pochi sogni. Intanto, grazie Felipetto, continua così e portaci sempre più in alto!

 

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