Lazio | Zauri si racconta: “Che emozione la fascia da capitano. Io e Oddo…”

by Giammarco Moriconi
0 comment Luciano Zauri / foto profilo X ss Lazio

Lazio: l’ex capitano tra passato e futuro

Lazio – Intervistato dalla nostra redazione, l’ex capitano biancoceleste, Luciano Zauri, ha espresso il suo pensiero riguardo al finale di stagione che attende la Lazio raccontando aneddoti nel periodo da calciatore e i desideri per il futuro da allenatore:

Ultime 2 gare di campionato: la Lazio riuscirà a rientrare nel gruppetto delle favorite per il 4/5 posto?

La Lazio con il cambio di guida tecnica ha avuto una scossa ma è chiaro che da qui alla fine avrà poco margine di errore. La squadra ha le carte per poter fare bene ma entrare nelle prime cinque sarà molto difficile”.

L’addio di Sarri prima, quello di Luis Alberto e Anderson poi, secondo te ci saranno altre partenze illustri in estate?

“Con Felipe Anderson c’è stato poco margine di trattativa perchè il calciatore non ha voluto cercare l’accordo per restare. Per Luis Alberto invece il discorso è diverso perchè ha rinnovato da poco e se lo ha fatto significa che c’è la volontà di continuare. Sicuramente a fine anno ci saranno altre partenze per dare modo a Tudor di inserire calciatori più adatti al suo modo di giocare“.

Partendo da Oddo e Zauri, passando da Lulic e Radu per finire a Marusic, la fascia di capitano in casa biancoceleste è esclusiva dei terzini. Come ci si sente ad essere capitano della Lazio?

Io ho avuto la fortuna di fare il capitano anche all’Atalanta ma alla Lazio era diverso. In squadra c’era un mostro sacro come Angelo Peruzzi, ma Delio Rossi non preferiva un portiere come capitano quindi la fascia è ricaduta sul mio braccio ed io l’ho portata con grande onore e grande determinazione, credo che queste qualità il popolo biancoceleste le abbia sempre apprezzate. E’ stato bello ed emozionante rappresentare la sponda biancoceleste della capitale“.

Con Oddo hai condiviso non solo una buona fetta di Lazio, ma anche le origini abruzzesi. Vi sentite o incontrate spesso?

Con Oddo abbiamo condiviso la mia prima parte di carriera come allenatore, poi le strade si sono divise ma quando gli impegni lo permettono ci vediamo spesso a Pescara. Ho un ottimo rapporto con lui, abbiamo condiviso molte gioie sia in campo con la Lazio che fuori allenando il Pescara. Ho vissuto tanti bei momenti con lui e restano ottimi ricordi“.

Con la maglia biancoceleste hai 178 volte realizzando anche 6 reti. Che emozioni ricordi di quei momenti?

Con la squadra biancoceleste ho dei bellissimi ricordi: i 3 gol nella prima stagione, il gol all’Inter, quello in Champions League con la fascia da capitano, la vittoria della Coppa Italia contro la Juventus e la galoppata che facemmo nell’anno di calciopoli dove chiudemmo terzi, un’impresa incredibile“.

Lazio, Zauri: eroe sul campo e non solo…

Non molti sanno che, oltre che in campo, sei stato eroe anche al di fuori. Nel 2013 hai salvato la vita ad una bimba di 5 anni, ti va di raccontarci quei momenti?

Un episodio che mi ha segnato. Stavo festeggiando il compleanno insieme alla mia famiglia in un ristorante, era una giornata molto particolare conclusasi nel modo migliore, un esperienza dura e difficile. In quei momenti pensavo solamente a mettere la bambina in salvo cercando di non fare danni perchè l’istinto porta a farti fare delle cose che magari sono sbagliate. Non ci ho ragionato gran chè e alla fine tutto è andato per il meglio con questa bambina, ormai donna, che ora sta bene, è una cosa molto emozionante“.

Lazio ZauriDa un anno alleni con successo l’Hamrun Spartans, come procede l’avventura in terra maltese?

L’avventura maltese l’ho accolta con grande entusiasmo. Ora siamo alla fine della stagione ed in lotta per il titolo ed è quello che volevo, fare una grande esperienza sia personale che calcistica. Ho grande entusiasmo e voglia di provare a vincere il campionato, siamo in linea con quello che ci è stato chiesto, sono molto contento“.

Speri di poter arrivare ad allenare la Lazio in futuro?

Essendo un allenatore, arrivare alla Lazio significa aver fatto un percorso alla grande. L’idea di tornare ad allenare in Italia c’è, è un grande obiettivo. Non posso decidere dove andare perchè non ho ancora l’esperienza giusta ma ho molte motivazioni e voglia di fare. Spero di trovare un club che mi possa offrire la possibilità di affrontare un percorso lungo e produttivo“.

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