Lazio, stadio Flaminio: facciamo il punto

by Roberto Mari
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Come stanno veramente le cose sulla questione stadio Flaminio

La questione stadio Flaminio sta da diversi mesi tenendo banco sui quotidiani sportivi e nei siti dove si parla di Lazio. La situazione attuale pare essere quella di uno stallo totale tra il Comune di Roma e la SS Lazio a cui onestamente è difficile trovare risposte concrete sulle quali fare affidamento.

Recentemente, in una intervista rilasciata alla redazione romana di Cittaceleste, l’Assessore allo Sport e ai Grandi Eventi del Comune di Roma Alessandro Onorato, ha fatto il punto della situazione rispondendo di fatto alle parole pronunciate dal Presidente Claudio Lotito che evidenziavano gli ostacoli insormontabili da superare per presentare un progetto che rispondesse alle esigenze della SS Lazio.

Lotito

Lotito aveva detto che i tre ostacoli fondamentali per presentare il progetto sono la capienza dell’impianto, la copertura dello stesso e la viabilità e i parcheggi. A tali ostacoli il patron biancoceleste si è mostrato pessimista rimandando le responsabilità alla stessa amministrazione comunale romana rea, secondo il suo pensiero, di non volerli di fatto superare.

Chiaramente, per avere uno stadio moderno, con una capienza di circa 45mila posti, con una adeguata copertura e parcheggi sufficienti ad accogliere la tifoseria tenendo conto della viabilità in una zona quasi al centro di Roma, diventano requisiti indispensabili per arrivare ad avere una struttura all’avanguardia e in linea con i tempi.

Onorato

A queste valutazioni fatte da Lotito, ha risposto appunto l’Assessore Onorato a Cittaceleste rilasciando considerazioni veramente molto interessanti su cui riflettere attentamente. Alessandro Onorato ha ribadito che sta aspettando la presentazione di un progetto da parte della Lazio, che ad oggi non c’è ancora stata ma alla quale il Comune capitolino non si sottrae affatto.

In riferimento a quanto riportato da Lotito, il giovane Assessore non ha fatto altro che citare le leggi in vigore che permetterebbero, con un progetto ben articolato, di soddisfare tutte le esigenze della SS Lazio. In particolar modo c’è un articolo, il 55 bis denominato “Sboccastadi”, del Decreto Legislativo n° 76 del luglio 2020 (Decreto Semplificazioni), che rende fattibile la realizzazione di un impianto che abbia tutte le caratteristiche richieste dalla società biancoceleste.

Tale articolo si delinea in tre punti fondamentali che devono essere necessariamente soddisfatti;

  1. Prevenire il consumo di ulteriore suolo pubblico.
  2. Rendere maggiormente efficienti gli impianti sportivi destinati ad accogliere competizioni agonistiche di livello professionistico.
  3. Garantire l’adeguamento degli stadi agli standard internazionali di sicurezza, salute e incolumità pubbliche.

Conclusioni

Se ci soffermiamo su ogni singolo punto di questo articolo, appare evidente che gli ostacoli possono essere superati rimanendo nel pieno rispetto della legge. Infatti non c’è necessità di consumare ulteriore suolo pubblico perché l’impianto è già esistente. Rendere efficiente un impianto in grado di accogliere competizioni internazionali significa maggiore capienza per quelle che sono le necessità di un impianto moderno. Garantire l’adeguamento sulla sicurezza vuol dire copertura di tutta la struttura e tutto ciò che ne consegue.

Allora dove sono le difficoltà reali che non permettono alla Lazio di presentare un progetto che risponda a tali requisiti indispensabili? Su questo tema saremo vigili perché la tifoseria biancoceleste vuole uno stadio di proprietà e se dovesse essere il Flaminio, dove la storia della Lazio ha avuto inizio, allora tanto meglio.

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