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Lazio | L’angolo tattico: i segreti di un Bologna da Champions

by Giammarco Moriconi
0 comment Foto/Riccardo Orsolini: profilo X @bolognafc1909

Lazio: ancora tutto aperto per il finale di stagione

Lazio – Superato il giro di boa di una stagione colma di impegni, la situazione in casa Lazio inizia a farsi cocente, con ancora la possibilità di potersela giocare su 3 fronti.

La vittoria nella gara di andata di Champions League contro il Bayern Monaco ha aperto un piccolo spiraglio verso la qualificazione ai quarti di finale della massima competizione europea. Pass che comunque i biancocelesti dovranno proteggere della difficile trasferta dell’Allianz Arena. Senza contare poi la doppia semifinale di Coppa Italia contro la Juventus e la lotta serrata in campionato per un posto che aprirà le porte alla ‘nuova Champions League‘.

Tra le squadre in piena bagarre per il quarto posto c’è proprio il Bologna di Thiago Motta, rivelazione del campionato, che oggi la Lazio si troverà davanti in un Olimpico gremito.

Lazio: analisi tattica dei felsinei

Andando ad analizzare il tipo di gioco, le pericolosità e l’anello debole dell’undici di Thiago Motta, possiamo suddividere le varie fasi che rendono la squadra felsinea una vera mina vagante.

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Thiago Motta / Foto: profilo X Bologna

Lazio: la costruzione di gioco del Bologna

Innanzitutto la costruzione del Bologna, come vuole il calcio moderno, parte dal basso. Skorupski è il riferimento, bravo tanto nel parare quanto con il gioco palla a terra. L’abilità felsinea nel giro palla da dietro è possibile grazie alla densità che creano i centrocampisti in fase di costruzione: Ferguson e Aebischer fungono da tornanti con il vertice Freuler in mediana e, in base a dove si sviluppa il gioco, le soluzioni Kristiansen e Posch sulle fasce.

Il punto di forza dell’avversario: la fase d’attacco

Lo sviluppo dell’azione in fase offensiva è la vera forza di una squadra che ha l’ordine di attaccare in massa l’area avversaria. Il gioco viene condotto sulle fasce, specialmente nella zona presidiata da Orsolini, capace di creare pericoli da ogni lato. Zirkzee e Saelemaekers invece diventano punti di riferimento, più bravi nella rifinitura che nella finalizzazione. I centrocampisti, infine, hanno l’ordine di infilare le difese avversarie con inserimenti spesse volte vincenti.

La particolarità della fase d’attacco rossoblù però è la difesa molto alta, anche oltre il limite del centrocampo. In caso di palla persa l’imperativo è quello di recuperare il possesso, aggredendo l’avversario fin dentro la propria area di rigore.

Un gioco così devoto all’attacco però in molti dei casi viene sprecato dall’assenza di un finalizzatore, a dimostrazione di come la fase realizzativa del Bologna, con 35 gol fatti, sia la peggiore delle prime 8 classificate, dopo quello della Lazio.

Il punto debole dei rossoblù: la fase di ripiegamento

La pressione così alta però, può diventare un boomerang se non sviluppata nel modo giusto. Infatti il Bologna ha facilità nell attaccare tanto quanto nel subire, il che rende le partite contro i felsinei molto belle da vedere ma anche molto dispendiose per i giocatori in campo. La solidità dei centrali rende però i rossoblù una squadra difficilmente penetrabile, a dimostrazione dei soli 22 gol subiti in 24 gare.

Questo dimostra come il Bologna non sia una sorpresa, ma bensì una bella realtà provinciale che, seguendo le orme dell’Atalanta, può diventare un incomodo non indifferente per le big del campionato nelle prossime stagioni.

 

 

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