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Lazio, da Maestrelli al rapporto tra Martini e Re Cecconi: Silio Rossi racconta la Lazio del ’74

by Marzia luchetta
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Silio Rossi, giornalista e tifoso della Lazio, è intervenuto ai nostri microfoni raccontando svariati aneddoti

Oggi, ai microfoni di Lazio Live TV, è intervenuto il giornalista di fede laziale Silio Rossi. Dalla storica Lazio del ’74 a quella di oggi, uno dei maggiori esponenti del giornalismo sportivo e italiano ha raccontato la Lazio a 360 gradi. Silio Rossi, inoltre, ha da poco presentato il libro incentrato sulla storica banda Maestrelli.

Ciao Silio, la prima domanda che voglio farti è ovviamente su Tommaso Maestrelli e sulla storica Lazio del ’74

Io ho iniziato a seguire la Lazio nel 1971 andando al primo ritiro di Maestrelli, e ricordo di aver trovato un ambiente famigliare. Lo scherzo era alla base di tutto, tanto che una volta mi buttarono in piscina tutto vestito. In quei momenti capii che Lenzini aveva preso l’allenatore giusto, non solo perché vinse con il Foggia ma anche perché riuscii a dare un ruolo importante ad ogni membro della squadra. La cosa divertente è che Tommaso dovette parlare con la curva che lo voleva mandare via per riprendere l’ex mister Lorenzo. Dopo aver pareggiato la partita in Coppa Italia, Tommaso disse: Se il problema sono io me ne vado, ma è impossibile raggiungere risultati dopo 15 giorni di lavoro, a me dovete dare tempo. Da quel momento tutti i tifosi lo iniziarono ad amare. 

Reputa difficile il momento della carta stampata e della comunicazione biancoceleste? 

É stato sempre difficile, non c’è mai stata simpatia se non nei momenti in cui la Lazio vinceva. Suppongo che, come la Lazio di Maestrelli, anche quella di Cragnotti abbia attirato attenzione e simpatia. 

Un pensiero su Maurizio Sarri, Tudor e la situazione di Ciro Immobile

Ho seguito con molta attenzione la scorsa stagione della Lazio, che ha fatto molto bene arrivando seconda in classifica. Sarri lo reputo un bravo allenatore, considerando che ha vinto sia con la Juve che con il Chelsea. Sicuramente quest’anno qualcosa è cambiato, visto che oggi i calciatori comandano molto. Tudor è un carattere molto forte e di grande personalità, magari con lui le cose possono cambiare. Ciro Immobile ultimamente è abbastanza sottotono, ma lui ha fatto un pezzo di storia biancoceleste e non dimentichiamoci che ha vinto anche un Europeo. 

Il rapporto tra Martini e Re Cecconi 

Erano come fratelli, ancora oggi Martini quando parla di Re Cecconi non dico che gli scende una lacrima ma sicuramente cambia espressione. Loro si sono conosciuti prima, quando facevano i militari. Hanno subito legato, erano molto simili di carattere perché entrambi parlavano poco, soprattutto Gigi. A loro, però, bastava solamente uno sguardo per capirsi. Entrambi si guardavano le spalle anche fuori dal campo, erano un corpo e un’anima.

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Giorgio Chinaglia / Foto: profilo X Lazio

Silio, della Lazio del ’74 chi le piacerebbe vedere nel calcio di oggi?

Senza nessun dubbio ti dico Giorgio Chinaglia. Giorgio era un uomo pazzo ma straordinario, attaccatissimo alla Lazio. Per lui la cosa più importante era vincere, lo rendeva felicissimo: poi se segnava ancora meglio. Lui correva anche per gli altri era un trascinatore e se sbagliava qualche compagno lo rimproverava. Pensate che inizialmente era uno di quelli che voleva mandare via Maestrelli per far tornare Lorenzo, ma alla fine capii che avrebbero fatto un grande errore a mandare via Tommaso. Alla fine, dopo un pò di tempo, diventò un fedelissimo dell’allenatore. Anche quando cambio vita ci telefonava spesso per sapere come andava la Lazio.

Silio, un altro ricordo di Tommaso Maestrelli? 

Certo, vorrei raccontare che Artemio Franchi, presidente della FIGC, dopo la bocciatura del mondiale 74, era innamorato di Maestrelli e lo voleva sulla panchina della Nazionale Italiana a tutti i costi. Noi giornalisti avevamo tutto pronto per ufficializzare la notizia, ma Tommaso ringraziò e rifiutò per amore dei colori biancocelesti. Credo che con questo abbia rappresentato tutta l’essenza di un uomo innamorato della sua squadra. Uomini così ora non esistono più, purtroppo sia lui che la sua famiglia sono stati molto sfortunati. 

Un altro giocatore che ricorda con piacere?

Ci sono stati molti giocatori forti nella Lazio, ma sicuramente uno che ricordo in particolare è Bruno Giordano. Mi impressionò il suo debutto con la maglia biancoceleste con tanto di goal, era un attaccante molto bravo e con grandi doti fisiche: molto difficile da fermare per i difensori delle altre squadre.

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