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Lazio | Tra amore ed obiettività: Tudor tocca il nervo scoperto

by Giammarco Moriconi
0 comment Igor Tudor / foto profilo X ss Lazio

Lazio: nuovo progetto, vecchie abitudini

Lazio – Fa scalpore ma non troppo la schietta opinione di Igor Tudor che, durante la conferenza stampa della vigilia in vista della gara con il Monza, non fa altro che toccare un argomento già noto ai precedenti tecnici, non per ultimo Maurizio Sarri, che di volare basso ne ha fatto un mantra, mal compreso però all’interno dell’ambiente laziale.

L’obiettività è il diktat di Tudor, come termine per far saldare a terra i piedi di chi pretende di più da questa squadra. Il neo tecnico biancoceleste ha le idee chiare su quello che è il valore reale dei suoi ragazzi, lontano dalle posizioni di prestigio, come ha ammesso egli stesso nelle giornata di ieri: “Chiaramente la Lazio non era da secondo posto lo scorso anno, poi l’obiettivo personale di ogni allenatore è sempre quello di tirare fuori il massimo dalla rosa”.

Le parole dell’ex Spalato, vanno intraprese per quello che poi i fatti hanno dimostrato nel corso dei 20 anni di presidenza Lotito. Materialmente la Lazio ha conquistato 6 trofei, 3 dei quali (Supercoppa Italiana) in gare secche, dove la percentuale di successo sale vertiginosamente. Il vero limite dell’organico biancoceleste riguarda, da sempre, l’assenza di una panchina lunga e di valore, in modo tale da garantire continuità nei risultati nel lungo periodo.

Come ama definire Tudor: “La qualità della rosa fa il 70-80% del risultato finale, il resto lo mette l’allenatore e la dirigenza“.

Lazio: il mercato come occasione per cambiare le carte in tavola

Lazio Tudor

Igor Tudor / foto profilo X ss lazio

Eppure l’addio di Inzaghi prima e le dimissioni di Sarri a campionato in corso dovevano essere il campanello d’allarme di una situazione lontana dall’essere ‘obiettiva’.

Si perchè, nella convinzione dei tifosi di poter competere per le posizioni di prestigio, molta della colpa è da attribuire alla società biancoceleste, che dapprima nella voce di Tare ed oggi in quella di Fabiani, non fa altro che gettare benzina sul fuoco delle ambizioni, millantando possibili lotte Champions lontane dall’essere ‘possibili’.

Ed è qui che manca proprio la voce ‘obiettività’ nel vocabolario del presidente Lotito, mai chiaro quando deve esporre le reali potenzialità di una rosa che troppo spesso ha fallito il tanto atteso salto di qualità. Così a rimetterci è la posizione del tifoso, come ammesso dallo stesso Tudor: “Bisogna sempre far prevalere il buonsenso, altrimenti tutto quello che noi viviamo male torna ai tifosi, e così non si fa bene a nessuno“.

Ora che il quadro della situazione è più chiaro, sarà il mercato estivo a fare da Cicerone e poi definire quella che è la reale volontà della dirigenza ad ambire per costruire una squadra competitiva. Ma occhio a tirare troppo la corda perché Tudor non è certo tipo da mezzi termini.

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