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De Pietro (Radio Verona): “Tudor non vuole compromessi…”

by Paolo Buchetti
0 comment Centro sportivo di Formello / Patrizio Trecca / ©LazioLive

Il parere degli opinionisti su Tudor, De Pietro (Radio Verona)

De Pietro su Tudor  –  Per comprendere a fondo la mentalità e l’approccio tattico di Tudor, salvo sorprese il nuovo mister della Lazio dalla giornata di domani, occorre documentarsi da chi lo conosce bene.

E’ importante capire il credo del nuovo mister, non solo nei rapporti con i giocatori, ma anche con la società che dovrà lavorare con lui per soddisfare sue esigenze.

lazio tudor

Igor Tudor / Foto: profilo X Olympique de Marseille

 

Uno che lo conosce bene è Alessandro De Pietro di Radio Verona, che su Radiosei ha raccontato chi è il nuovo allenatore biancoceleste. Queste le sue parole:

“Tudor-Seric è un binomio conclamato. Il lavoro di Juric fu un bel solco nel quale lui si insidiò. In quella stagione la rosa era ‘sovradimensionata’ per il Verona. C’era Simeone, Barak e Caprari. Lui ci ha messo del suo, è meno frenetico di Juric, più riflessivo e con una rosa con più qualità. Fece una grande stagione, senza dubbio. Tudor e Juric sono grandi amici, il primo è più completo. Abbiamo visto una mano più morbida e con più varianti, ma ripeto: a Verona rispetto al collega aveva una rosa migliore. Tudor ereditò il lavoro di Juric e la sua strada fu più in discesa rispetto al predecessore”.

De Pietro su Tudor: “Ha chiesto massima autonomia”

“Tudor ti porta al limite a livello di corsa, di sforzo fisico. L’uomo contro uomo è questo: i rischi sono chiari. Se scegli Tudor devi portarlo avanti per un po’. È un calcio diverso. Chiaro che serva disponibilità da parte dei giocatori. Tudor può migliorarli, non solo a livello tattico. Secondo me Tudor ha chiesto massima autonomia. E’ intransigente, ovviamente sto parametrando tutto a una piazza come Roma, che non è Verona. E’ uno che va dritto per dritto, la sua figura si avvicina al ‘manager’ inglese. Non deve essere disturbato nelle sue scelte ed eventualmente, vedremo anche che soluzioni proporrà questa estate. Carattere? Dice quello che pensa. Dopo Verona non voleva andare per forza nel top club, voleva salire gradualmente. Credo che il passaggio dal calcio di Sarri al suo sia graduale, è uno che sposa i piccoli passi in tal senso. Se ha accettato la Lazio, ha avuto sicuramente le garanzie. Non vuole compromessi, se necessario giocano i manovali affamati piuttosto che gli artisti svogliati“.

fonte Lalaziosiamonoi.it

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