Calcio italiano in netta crisi: i tifosi pagano per tutti.

by Roberto Mari
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In Italia il calcio è in crisi. Tra inchieste e curve chiuse chi ci rimette davvero sono i tifosi.

L’ennesimo scossone al calcio italiano dato dell’inchiesta sulle plusvalenze che ha visto la Juventus penalizzata di ben 15 punti in classifica ha fatto capire, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto il mondo del calcio sia in caduta libera verso il baratro.

L’impressione che si ricava dalla sentenza di pochi giorni fa è che siamo solo all’inizio di un qualcosa di più grande che può estendersi a macchia d’olio coinvolgendo altre società e le cui conseguenze sono difficilmente immaginabili. Una situazione pesante per l’intero sistema calcistico nazionale.

I tifosi

Il Calcio italiano piomba di nuovo in un vortice pericoloso da cui rialzarsi sarà difficile. La credibilità dello sport più amato e seguito in Italia è al minimo storico e gli unici a uscirne sconfitti da tutto questo scempio sono solo e soltanto i tifosi.

I sacrifici, che ogni singolo tifoso appassionato di calcio sostiene per restare accanto alla propria squadra del cuore, passano in secondo piano. Abbonamenti allo stadio, abbonamenti alle pay tv, biglietti, trasferte, merchandising e tanto altro ancora, sono solo alcuni esempi dei costi sostenuti da chi ama veramente il calcio.

Il campo, che dovrebbe essere l’unico protagonista, non è più al centro del gioco più bello del mondo. Tutto è soggetto all’economia e alla finanza che sta divorando i sogni di chi nel calcio crede davvero. 

Altro punto estremamente delicato, su cui non si riesce a trovare una soluzione equa, riguarda la squalifica di interi settori dedicati ai tifosi per colpe di un ristretto gruppo di persone che continuano a denigrare, offendere e insultare le tifoserie avversarie o peggio ancora etnie, con cori di matrice razziale. Punire chi si rende autore di tali comportamenti è sacrosanto ma non si può colpire nel mucchio facendo pagare a tutti le nefandezze di pochi.

Il mondo del calcio deve interrogarsi seriamente su quale strada intraprendere per risollevare un settore che sta implodendo su se stesso. Bisogna tornare a far crescere i settori giovanili riducendo i costi di gestione delle società con l’intento di invertire la tendenza di un calcio sempre meno credibile e sempre più prigioniero del denaro.

Una rivoluzione necessaria che deve ripartire da chi il calcio lo sostiene da sempre. Il tifoso! 

 

 

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