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Calciomercato, glossario parte 3: le varie tipologie di prestito

by Paolo Buchetti
0 comment foto Giuseppe Celeste/Image Sport

Calciomercato, analizziamo le diverse tipologie di prestito

Calciomercato – Una delle operazioni di calciomercato più note e gradite ai club è il prestito.  Quest’ultimo, rappresenta la cessione a titolo temporaneo delle prestazioni di un giocatore ad altra società per il massimo di una stagione calcistica. La norma è stata recentemente rivista, poiché precedentemente la durata massima di un prestito era stabilita in due anni.

Il vantaggio per chi riceve il giocatore in prestito, è di tipo economico, non dovendo acquistare il suo cartellino per ottenerne le prestazioni.

Intanto, facciamo una distinzione in relazione al fatto che l’operazione di prestito venga pagata oppure no.

Prestito a titolo gratuito e a titolo oneroso

Questo a seconda che l’operazione di prestito sia gratuita o con esborso di denaro. Tutto ciò, a prescindere dal pagamento dello stipendio del giocatore, che può essere concordato tra le due società. Frequentemente comunque, lo stipendio del giocatore se lo accolla la società affittuaria.

Di qui, passiamo alle varie tipologie di prestito:

Prestito secco

Il prestito secco è quel prestito che prevede a scadenza il ritorno del giocatore nella squadra di appartenenza. Pertanto, non sussiste alcun diritto in capo alla società che ha preso in prestito il giocatore.

E’ il caso di Akpa Akpro all’Empoli (fonte la Nazione). Il giocatore a fine stagione rientrerà alla Lazio.

Prestito con diritto di riscatto

Consente alla società che ha ottenuto il prestito del giocatore, di esercitare il diritto di poterlo riscattare alla scadenza del prestito, per l’importo prestabilito con la società proprietaria del cartellino.

E’ stato il caso del giocatore Andreas Pereira nel 2020,  preso in prestito dal Manchester United, con un riscatto previsto di Euro 15 milioni (fonte Sky Sport). La Lazio a fine stagione non esercitò tale diritto.

Prestito con diritto di riscatto e contro riscatto

In caso la società che ha preso in prestito il giocatore eserciti il diritto di riscatto dello stesso, consente alla società proprietaria del cartellino, il diritto di contro riscattare lo stesso per un importo maggiore rispetto a quello pagato dalla società affittuaria.

Prestito con obbligo di riscatto

Obbliga la società che ha preso in prestito il giocatore, a riscattarlo alla sua scadenza per la cifra stabilita. Tutto ciò, al contrario del diritto di riscatto, ove la società può riscattare il giocatore ma non è obbligata a farlo.

E qui sta la differenza fondamentale tra i due prestiti. Quello con l’obbligo di riscatto sancisce un debito futuro (credito per la proprietaria del cartellino) da registrare in bilancio per l’importo concordato, mentre ciò non sussiste nel diritto di riscatto.

Prestito con obbligo condizionato di riscatto

Si parla di “obbligo condizionato” nel caso in cui un prestito con diritto, si trasforma in obbligo di riscatto al realizzarsi di alcune condizioni come le prestazioni del singolo giocatore e/o dei risultati di squadra.

E’ questo il caso di Escalante, ceduto in prestito con diritto di riscatto al Cadice nel gennaio scorso, condizionato, tra l’altro,  alla salvezza della propria squadra (fonte Cittaceleste.it). Ottenuta la salvezza a fine campionato nella Liga spagnola, il diritto si trasforma in obbligo di riscatto per il Cadice.

Ovviamente, la società che vuole cedere in prestito i propri giocatori, spesso punta ad ottenere l’obbligo di riscatto poiché le consente di essere garantita del fatto che il giocatore, alla scadenza del prestito, venga riscattato.

Ciò spiega il fatto che, spesso, le trattative per la cessione in prestito di un giocatore vadano per le lunghe, in quanto le proprietarie del cartellino puntano all’”obbligo di riscatto”, mentre le società interessate a  prendere in prestito il giocatore, mirano al “diritto di riscatto” o al “prestito secco”.

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