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Calciomercato, glossario parte 2: le varie tipologie di acquisto

by Paolo Buchetti
0 comment foto Giuseppe Celeste/Image Sport

Calciomercato, analizziamo le diverse tipologie di acquisto di giocatori

L’acquisto del cartellino di un giocatore è il momento forse più atteso dalle tifoserie durante il calciomercato. Analizziamo le varie tipologie di acquisto più ricorrenti.

In un’unica soluzione oppure a rate

Qui si intuisce la forma di pagamento; quella in contanti, usata dai club più ricchi, e quella rateizzata. Quest’ultima è  conveniente per chi compra, per ovvi motivi di gestione dei propri flussi finanziari. Non ultimo, il fatto che le rate a medio termine della transazione non vanno a incidere sull’indice di liquidità.

Una parte fissa e una legata a bonus

Recentemente, ha preso piede il pagamento di una parte consistente della transazione, anche a rate. Invece, la parte rimanente (bonus), sarà  “posticipata” alla stagione successiva e verrà corrisposta al verificarsi di alcuni eventi, quali un numero minimo di presenze e/o di gol fatti

Una parte in denaro e una parte con scambio di altro giocatore

Per attutire l’impatto economico di un trasferimento, le squadre si possono accordare per pagare una parte del corrispettivo con la cessione di un giocatore in parziale contropartita.

Acquisto con scambio di 2 giocatori valutati allo stesso prezzo

Qui, la contropartita è interamente coperta con lo scambio di due giocatori in entrata e in uscita, a cui è attribuito pari valore.

Pagamento della clausola rescissoria

La clausola rescissoria è notoriamente quell’importo stabilito per contratto tra la società e il giocatore, il cui pagamento da parte di altro club, ne consentirebbe comunque la vendita.

L’attribuzione dell’importo della  clausola rescissoria è spesso oggetto di diatribe tra società e giocatore, al momento della stipula o del rinnovo di contratto (vedi Milinkovic Savic). Generalmente, queste clausole hanno una scadenza annuale entro cui attivarle, stabilite all’inizio del calciomercato. Questo per consentire alla società che dovesse obbligatoriamente vendere il giocatore, di poter far fronte per tempo a trovare l’alternativa sul mercato. Spesso, tale scadenza è stabilita entro e non oltre il mese di  luglio.

Compravendita con diritto di “recompra”

Chi cede il giocatore, ottiene in questo caso dall’acquirente, il diritto (non l’obbligo) di riacquistarlo ad un prezzo maggiorato rispetto alla prima transazione.  Per esempio, Morata, ceduto nel 2014 alla Juventus a 20 milioni di euro dal Real Madrid, è stato riacquistato dallo stesso a 30 milioni di euro, fonte Eurosport. Chi cede, si assicura la vendita del giocatore, generalmente una giovane promessa, ma anche il diritto di riacquisto ad un prezzo prestabilito. Questo, qualora il giocatore faccia molto bene nella sua nuova squadra e il suo valore sia nel frattempo lievitato notevolmente.

Nella Lazio, il difensore Gila è stato acquistato per 6 milioni di Euro, con diritto di recompra da parte del Real Madrid maggiorato del 50%. La eventuale recompra, si dovrebbe quindi aggirare intorno ai 9 milioni di Euro (fonte Romatoday).

Rescissione del contratto

Questa è l’ultima spiaggia per quelle squadre che intendono alleggerire il monte ingaggi. Se le parti sono d’accordo (giocatore e società) rescindono il contratto. Il giocatore ha trovato un’altra destinazione in una società che però non intende pagare il suo cartellino. La nuova squadra del giocatore lo ingaggia a parametro zero, mentre la società che rescinde, si libera del suo ingaggio fino alla scadenza di contratto.

Delle diverse tipologie di prestiti, parleremo prossimamente.

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