Una Lazio distratta impatta con l’Udinese: gestione di gara rivedibile
Roma 27 Aprile 2026 – Definirla una “partita infinita” è un eufemismo; definirla una”partita imbarazzante” è, purtroppo, la nuda realtà. Quello che si è consumato ieri sera allo Stadio Olimpico contro l’Udinese non è solo un pareggio per 3-3, ma il manifesto di una squadra che sembra aver smarrito la capacità di gestire i momenti cruciali e, soprattutto, il rispetto per il proprio pubblico.
Un blackout a intermittenza imperdonabile, dopo aver faticosamente ribaltato lo svantaggio iniziale, grazie alle firme di Luca Pellegrini e del solito intramontabile Pedro, la Lazio è riuscita nell’impresa quasi impossibile di farsi scavalcare in pieno recupero. La difesa si è sciolta come neve al sole davanti ad Atta, che con una doppietta tra l’86’ e il 92′ ha gelato uno stadio intero.

Lazio Pellegrini
Vedere i bianconeri passare sul 2-3 al 93′ è stato il culmine di una gestione difensiva ai limiti del dilettantismo. Solo un lampo di Daniel Maldini al 95′ ha evitato la sconfitta totale, ma il punto guadagnato non cancella lo sdegno per una prestazione mentale deficitaria.
Se volessimo analizzare i punti critici della serata: gestione del vantaggio da rivedere urgentemente. Non si può concedere una doppietta a un centrocampista nel finale dopo aver speso così tanto per tornare avanti.
Passività difensiva: troppi spazi, troppa paura, zero cattiveria agonistica nei minuti di recupero. Una Lazio che punta all’Europa non può permettersi questi cali di tensione contro un’Udinese che, pur ordinata, ha banchettato sulle disattenzioni laziali.
Il gol di Maldini all’ultimo respiro è un cerotto su una ferita profonda. La squadra di Sarri o chi per lui siede in panchina in questa stagione 2026, deve fare un serio esame di coscienza. Il pubblico dell’Olimpico merita molto di più di un finale da ‘thriller di periferia’. Se l’obiettivo è tornare grandi, ieri si è fatto un enorme passo indietro.


