Caro Gattuso, pensare che peggio del nono posto non si possa fare è il tuo errore più grande. Con questa presidenza, il baratro è appena cominciato
LAZIO- GATTUSO- LOTITO. Ma chi glielo ha fatto fare? Se lo stanno chiedendo tutti i tifosi della Lazio da quando è arrivata l’ufficialità: Gennaro Gattuso è il nostro nuovo allenatore. “Ringhio”, reduce da quel disastroso spezzone con la Nazionale azzurra culminato con la figuraccia contro la Bosnia, ha scelto la Lazio per ripulirsi l’immagine e rilanciarsi con un contratto biennale. Ma nel firmare quel pezzo di carta, il buon Gennaro ha commesso l’errore più ingenuo e drammatico della sua vita da uomo di calcio.
Il calcolo di Gattuso è stato tanto semplice quanto folle: ha guardato la classifica dell’anno scorso, ha visto la Lazio ferita a morte e inchiodata a un miserabile nono posto dopo il naufragio dell’era Sarri (scappato a Bergamo a vincere con l’Atalanta), e ha pensato: “Vado lì, peggio di così non può andare, li prendo per mano e risaliamo”. Caro Rino, ti sei illuso. Hai dimenticato la variabile più letale del calcio italiano, il vero grande problema delle nostre speranze: la presidenza di Claudio Lotito. Pensavi che il nono posto fosse il fondo del barile? Sotto la gestione di Lotito, il fondo non si tocca mai. Si può sempre scavare.

Lazio Sarri
Quando Maurizio Sarri sbatté la porta e se ne andò, ce lo disse in faccia senza ipocrisie: “Questa società non ha ambizione, la Lazio si sta ridimensionando”. Noi avevamo capito l’allarme. Gattuso, evidentemente, ha preferito girarsi dall’altra parte
La pazienza del popolo laziale è finita da un pezzo, e la frattura con la presidenza è ormai totale e insanabile. La nostra non è una protesta di facciata: lo sciopero del tifo e la campagna di disdette di massa alle pay-tv stanno svuotando le casse del club, con oltre 20 milioni di euro persi tra biglietti non venduti e abbonamenti strappati. Nel frattempo, sul fronte Stadio Flaminio, siamo alle solite barzellette: mesi di promesse per poi sentirsi dire dai tecnici che il progetto è “irrealizzabile”. L’ennesima presa in giro.
Ma lo schiaffo più doloroso, l’ennesimo insulto alla nostra passione, è arrivato con il tempismo perfetto degli affari del senatore. Mentre la Lazio affonda nella mediocrità senza un euro da spendere sul mercato, Lotito sta chiudendo l’operazione da 2 milioni di euro per comprarsi la Reggina in Serie D, con l’obiettivo di piazzare il figlio Enrico alla gestione.
È la conferma definitiva di quello che gridiamo da anni: per questa proprietà, la Lazio non è un patrimonio d’amore da onorare, ma un semplice avamposto politico e finanziario, un trampolino di lancio per altri interessi.
Gattuso, apri gli occhi: qui rischiamo il baratro

Sarri e Gattuso | Foto: profilo X Lazio
Caro Ringhio, hai accettato questa panchina mettendoci la grinta, il cuore e la faccia, come hai sempre fatto nella tua gloriosa carriera. Ma a Formello la grinta non basta se la società rema contro. Senza campioni e con un ambiente giustamente in aperta rivolta contro il padrone, la Lazio non è pronta a risalire. È pronta a crollare ancora più giù.
Se Lotito non vende o non cambia radicalmente la rotta — miracolo a cui non crede più nemmeno il più ottimista dei tifosi — Gattuso non sarà l’uomo della rinascita. Sarà solo l’ennesimo parafulmine gettato in pasto alla piazza per coprire le colpe della presidenza. E a quel punto, caro Rino, finire sotto il nono posto non sarà più un brutto sogno estivo. Sarà la nostra tragica, dolorosa realtà. Liberate la Lazio.


