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Lazio, Radu: “Orgoglioso degli anni alla Lazio “

by Fabrizio Di Marco
0 comment Stefan Radu - Antonietta Baldassarre / Insidefoto

Lazio, Radu:”L’ultima all’Olimpico sarà un emozione grandissima “.

Alla vigilia della sua  ultima partita allo Stadio Olimpico, davanti ai suoi tifosi, Stefan Radu ha rilasciato un intervista  agli organi ufficiali biancocelesti.

sempre dietro rispetto a questi 15 anni da giocatore della Lazio?
“Un ricordo bellissimo fu la vittoria contro la Juventus a Torino nel 2017, con il rigore parato da Strakosha all’ultimo minuto. Vincemmo in casa loro dopo tanti anni. La mia preghiera al momento del rigore divenne virale, invocai tutti i Santi. Fu come un segno divino

Siamo arrivati all’ultima all’Olimpico.
“Sì, la mia ultima partita davanti ai nostri tifosi, sarà molto triste per me. Scusate, non riesco a dire altro (il difensore si commuove n.d.r.)”.


Come si immagina questa partita contro la Cremonese?
“È una gara importante per centrare la qualificazione in Champions League anche senza la penalizzazione della Juventus. Vogliamo finire secondi in classifica perché questa squadra se lo merita dopo il grande lavoro fatto in questa stagione. È stata un’annata piena di impegni, tra campionato e coppe. La qualificazione alla prossima Champions League ci darà ancora più consapevolezza in futuro”.

In 15 anni la Lazio è molto cambiata. Che squadra pensa di lasciare rispetto a quella che ha trovato quando è arrivato a Roma?


“Questa squadra è cresciuta tantissimo in questi anni. Da quando sono arrivato, ci sono stati dei miglioramenti continui. Adesso la Lazio fa paura, è diventata una big. Nei prossimi anni ci farà divertire tantissimo, ne sono sicuro”.

Lei è il giocatore col maggior numero di presenze nella storia della Lazio, si è reso conto di questo record o no?
“Sono orgoglioso di essere diventato il calciatore più presente nella storia della Lazio ma, come già detto in passato, la mia priorità è sempre stata quella di ottenere risultati importanti per la squadra”.

Immaginiamo che sia difficile per lei fare un nome in particolare tra i giocatori che ha incontrato in questi 15 anni, vero?
“Esatto, non posso fare un solo nome perché sono legato anche a chi è andato via. Mi sono trovato bene con tutti, impossibile sceglierne uno solo. Nello spogliatoio ho sempre cercato di tenere alto l’umore del gruppo, a volte anche con alcuni scherzi particolari (ride, ndr)”.

Il ritiro la spaventa oppure lo vede come un nuovo inizio?
“Un po’ si, è inevitabile. Mi mancherà tutto, per 15 anni ho sempre fatto la stessa cosa: casa, Formello, casa. Arrivo però stanco, per questo ho deciso di dire basta. Forse l’unica cosa che non mi mancherà sarà il ritiro estivo (ride, ndr). L’ho già detto ai ragazzi: quest’estate li andrò a trovare ad Auronzo di Cadore in borghese”.

A part il 26 maggio, qual è il ricordo che si porterà sempre dietro rispetto a questi 15 anni da giocatore della Lazio?
“Un ricordo bellissimo fu la vittoria contro la Juventus a Torino nel 2017, con il rigore parato da Strakosha all’ultimo minuto. Vincemmo in casa loro dopo tanti anni. La mia preghiera al momento del rigore divenne virale, invocai tutti i Santi. Fu come un segno

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