Coppa Italia il cerchio dei numeri e il pianto di una notte amara
Lazio- Inter. Il cielo di Roma stasera non ha concesso sconti. La sconfitta di Coppa Italia brucia, ma forse era già scritta tra le pagine del tempo e del destino.
Il tifoso laziale vive di riti, scaramanzie e simboli fissi. Indossiamo la stessa sciarpa, cerchiamo lo stesso posto e stringiamo la mano agli stessi amici.
Eppure, questa data portava con sé un’ombra inquietante. Il calendario segnava il 13-05-2026, un incrocio di numeri che toglieva il respiro ai più attenti.
Invertendo quelle cifre si torna al 26-05-2013. Esattamente tredici anni fa, il nostro popolo toccava il cielo con un dito alzando la Coppa più bella.
Quella “coppa in faccia” resta un traguardo eterno e immortale. Ma il destino, ironico e crudele, ha deciso di ribaltare oggi quella sequenza numerica perfetta.
Sentivamo il peso della storia già prima del fischio d’inizio. Quei numeri girati al contrario sembravano un presagio impossibile da sconfiggere sul campo.
Ora è il momento della tristezza, del silenzio e della riflessione. Ma è proprio nel buio che l’amore per la Lazio deve farsi incondizionato.
Dobbiamo perdonare i nostri ragazzi e stringerci ancora più forte. Oltre i numeri e oltre la sorte, la nostra maglia resterà sempre l’unico raggio di luce per tutti i cuori biancocelesti.


