Maurizio Sarri conferenza stampa

Lazio, Sarri a Mediaset: “Abbiamo regalato due gol”

L'intervista del tecnico nel post-partita contro l'Inter

by Christian Conversi
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Lazio, Sarri a Mediaset: “Questo non è calcio”

Lazio Sarri conferenza stampa

Maurizio Sarri | Foto: S.S. Lazio

Mister Sarri è intervenuto ai microfoni di Mediaset nel post-partita contro l’Inter. Termina con un boccone amaro il percorso della Lazio in Coppa Italia, con i biancocelesti che si sono dovuti piegare alla formazione di Chivu.  Dopo questa gara resta un sentimento di rammarico all’interno dell’ambiente. Di seguito sono riportate le dichiarazioni di Sarri:

“Avevamo preparato la partita abbassando il livello della pressione nel primo tempo perché sabato abbiamo notato che nella ripresa perdono aggressività. Primo tempo ordinato, abbiamo fatto tutto da soli, abbiamo regalato due gol. La partita è diventata difficile, abbiamo avuto due palle gol con Noslin e Dia ma non siamo riusciti a riaprirla. Loro sono più forti di noi ma la partita poteva prendere una piega diversa. Stato d’animo? Del mio futuro me ne importa zero stasera, è in discussione da entrambe le parti, il problema non è quello, mi dispiace per i ragazzi, mi dispiace per il pubblico. Noi abbiamo fatto un grande percorso, l’Inter è più forte di noi e con un po’ di complicità nostra hanno vinto meritatamente.

Rovella dal primo? È stato fermo tutto l’anno, non ha una condizione tale da garantire spezzoni lunghi, speravo nei 120 minuti di gara. Patric ha avuto un indurimento al polpaccio e abbiamo optato per la sostituzione. La squadra non è stata remissiva, abbiamo scelto di non prenderli alti. La sconfitta ha poco di tattico, secondo tempo più a viso aperto. Derby? Ho la sensazione che se si gioca lunedì vengo, se si gioca domenica non vengo. Alle 12.30 ci giocano loro, non io. Serie di errori fatti dalla Lega, ora devono rimediare. Il Prefetto è stato chiaro. Se fossi il presidente non presenterei la squadra, tanto per noi è uguale a questo punto, prendiamo un punto di penalizzazione e via. Si vuol rimediare facendo passare come se fosse normale giocare alle 12.30 a fine maggio, questo non è calcio.”

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