Stadio Flaminio

Flaminio, il nodo secondo anello riapre interrogativi su un progetto pieno di incognite

by Luca Belardi
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Flaminio, se i vincoli erano noti perché andare avanti senza certezze?

Il futuro dello stadio Flaminio continua a far discutere. Nelle ultime settimane è emerso con forza il tema dei vincoli della Soprintendenza, che potrebbero rappresentare un ostacolo importante per alcuni interventi previsti dal progetto di riqualificazione.

In questo scenario, però, le responsabilità non possono essere attribuite esclusivamente alla Lazio. Il Comune di Roma segue da vicino l’iter dell’opera e conosce da anni i vincoli architettonici, paesaggistici e archeologici che gravano sull’impianto progettato da Pier Luigi Nervi. La domanda è semplice: se alcune soluzioni progettuali rischiano di scontrarsi con i pareri degli enti preposti alla tutela, perché non chiarire fin dall’inizio quali fossero i limiti effettivi entro cui muoversi? I tifosi attendono risposte e certezze. Per questo motivo, oggi più che mai, è necessario che Lazio, Campidoglio e Soprintendenza lavorino insieme per evitare che il Flaminio resti ancora una volta prigioniero di rinvii e polemiche.

 

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