Senza la Lazio non esistono i laziali: parole del tifo
Senza la Lazio non esiste l’anima biancoceleste. Essere laziali significa onorare un legame che nasce nelle case e si fortifica col tempo attraverso rinunce personali che nessuno potrà mai davvero ripagare.
“A me nessuno ha bussato da quando ho 9 anni a casa per dirmi questo è il tuo abbonamento”. Il tifoso spende le proprie economie con dignità assoluta, perché quell’ abbonamento rappresenta molto più di un semplice accesso a uno stadio Olimpico.
“Si sacrifica la propria vita e le proprie economie per l’amore di questa maglia”. Esiste un confine netto tra chi consuma un prodotto e chi invece investe ogni respiro per difendere una storia che sente propria nel profondo.
“Il nostro ‘mi devi!’ non è un “mi devi” per arroganza”, ma è una richiesta d’amore, che nasce dalla sofferenza di chi vede trasformare una passione viscerale in una fredda transazione commerciale gestita senza alcun rispetto per l’anima.
“Il sistema cerca proprio di renderti difficile la passione perché bisogna trasformarsi in cliente”.
Padri, figli e il futuro
Non portare un figlio allo stadio oggi rappresenta un atto di fede purissima che sfida apertamente un sistema che vorrebbe cancellare ogni traccia di appartenenza. “Non portare i nostri figli allo stadio, è una delle cose che ci piace meno, ma siamo orgogliosi di far parte di quel 95 percento”.
La compattezza di un popolo che ha vissuto la polvere della Serie B resta l’unica vera forza capace di ottenere risultati contro l’arroganza del potere.
“Senza la Lazio non ci sono i laziali, e noi dobbiamo essere sempre è sempre la squadra del bene e dell’amore da trasferire nei cuori dei nostri figli”.


