Lazio Luis Alberto

Luis Alberto apertamente senza filtri: “Se mi chiamasse Sarri, penserei di tornare, ma mi chiamasse la Società direi NO”

by Lara De Angelis
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El Mago senza filtri: “Volevo smettere di giocare, ma Tare mi convinse a continuare”

Luis o “El mago” come amiamo chiamarlo noi tifosi, ha rilasciato un’intervista senza filtri alla Gazzetta dello Sport. Ha raccontato il suo passato e ha parlato del suo ” futuro” nei sogni, con la maglia della Lazio.

 

Alla domanda “Si può dire che cosa è successo con il Milan in passato?” Luis risponde: “Ho parlato con Maldini e Leonardo. Era il 2018-19. Ho sempre saputo però come va qui in Italia, non era facile portarmi via dalla Lazio”. “In passato si è detto che voleva smettere di giocare ,  Luis Alberto voleva smettere col calcio e fare il pittore, ma è stato convinto da Tare a continuare”. Il giornalista chiede se è tutto vero, El Mago risponde liberamente: “Più o meno. Il primo anno alla Lazio non è stato facile, sono stati sei mesi difficili. C’è stato un momento in cui volevo smettere e tornare a casa. Mi sarei messo a giocare con gli amici, avrei forse fatto il cameriere che era il mio lavoro da ragazzo. Tare mi ha fatto cambiare idea, magari a San Siro guarderò Milan-Lazio con lui…”.

“Se mi chiamasse Sarri forse potrei pensarci un po’ ma..”

Luis Alberto

Luis Alberto / Foto Profilo X S.S. Lazio

Parlando di San Siro viene chiesto a Luis, se è uno degli stadi più emozionanti della carriera: “Sì, ci ho giocato tante volte e qualche volta lì ho fatto grandi partite”. E ancora: “Con Sarri che rapporto c’è? Vi sentite?” Luis senza filtri risponde: “No, da quando è andato via dalla Lazio non gli ho parlato, mi piace perché è un uomo che vive sempre con la faccia in avanti. Posso dire che ho imparato tantissimo da Sarri, per me è un maestro. Forse lo vedrò in albergo prima della partita, mi farebbe sicuramente piacere”.

“Vede le partite della Lazio?” Luis Alberto sempre schietto: “Quelle le vedo spesso. Anche dal Qatar, un po’ di tempo per la Lazio si trova sempre. Per otto anni è stata tutto per me. Mi sarebbe piaciuto finire lì la carriera ma ho visto cose che non mi sono piaciute nel progetto. E un anno e mezzo fa è finita. In testa ho la voglia di continuare con il calcio, mi piacerebbe fare l’allenatore o il direttore sportivo ma adesso non ci voglio pensare. Ho 33 anni, posso giocare ancora per tre o quattro anni e divertirmi. E poi tutti quelli che smettono mi dicono che l’addio è un momento difficile”.

 

Il giornalista rincalza con una domanda forte: “Se la chiamasse la Lazio?” El Mago: “Io in Italia mi vedo solo con la Lazio”. Se mi chiamasse Sarri forse potrei pensarci un po’ ma… se chiamasse Lotito, nulla da fare”.

 

 

 

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