Lazio decima in classifica che fatica contro chiunque: le colpe vanno divise tra tanti soggetti
Altra partita esterna e altro pareggio a reti bianche, stavolta a Cagliari. Una Lazio che non tira in porta. Una Lazio che arriva al limite dell’area di rigore avversaria e torna indietro senza provare un tiro da fuori, senza cercare una imbucata negli ultimi undici metri, senza fare un cross. Un gioco a tratti stucchevole e soporifero che la relega al decimo posto in classifica.
Per chi ama il gioco del calcio, non è certo contento di come lo sviluppa la Lazio di Sarri. Possiamo dire che la rosa non sia di primordine e possiamo essere d’accordo sul fatto che la società ha tante colpe, ma in campo ci vanno i giocatori agli ordini di un allenatore. Stesso modulo a oltranza che in alcune gare andrebbe modificato per sorprendere l’avversario. Invece no! Si continua imperterriti a fare sempre le stesse cose che hanno francamente stancato.

Foto: profilo X Lazio
Il momento non è certo dei più favorevoli. La contestazione continua in maniera forte e decisa e la squadra ne risente sicuramente. Ma bisogna tirare fuori gli attributi perché è il campo l’unico giudice finale di una stagione. Le colpe sono un po’ di tutti. Questa Lazio è diventata prevedibile e senza spina dorsale. Ci si specchia in una sorta di vittimismo cosmico che ha stancato.
Nelle difficoltà solo chi ha coraggio esce da vincente. Qui di vincente non c’è niente. Una Lazio così non la si vedeva da tempo. Non sono accuse ma soltanto evidenza dei fatti. Molti tifosi non vedono l’ora che finisca questo campionato sperando nel prossimo. Se continua così però, la musica non cambierà. L’Europa è un miraggio ormai lontano, il decimo posto è la realtà! È giunto il momento di tirare le somme di una stagione maledetta che è diventata un incubo. Questo non è il calcio che vorremmo vedere dalla Lazio.


