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Lazio, Cataldi: Si racconta su DAZN

Dal Crotone all'ultimo derby vinto

by Fabrizio Di Marco
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Lazio, Cataldi: Si racconta su DAZN.

Dal Crotone all’ultimo derby vinto.

Il centrocampista biancoceleste Danilo Cataldi, si è raccontato in una lunga intervista su DAZN, dove si è raccontato, dalla gavetta di Crotone all’ultimo derby vinto.

PASSIONE – Come sto? Bene, oggi abbiamo fatto un allenamento breve, ci stiamo preparando per la partita che sarà impegnativa, abbiamo lavorato più a livello tattico. La mia passione è nata da piccolo, ho iniziato a giocare in borgata, vicino casa a 4 anni fino ad 11 anni, poi sono andato alla Lazio. E’ un amore che parte da piccolino. Sì, come tutti i bambini sognavo. Quando sono cresciuto mi sono accorto che era una cosa abbastanza difficile, fortunatamente è andata bene. Ho lo stesso gruppo di amici da quando ero piccolo, mi hanno visto crescere sia nella vita quotidiana che questa.

PERCORSO – E’ stato parecchio difficile, quando sono tornato da Crotone ho avuto un’ottima stagione con Pioli, siamo arrivati in Champions e in finale di Coppa Italia. L’anno dopo ho subito questo arrivo, è stato parecchio complicato, l’ho patita a livello mentale. Mi sono preso troppe responsabilità e pressioni

DERBY – Il mio pianto nell’ultimo derby? E’ una delle immagini anche per me alle quali sono più legato. Ho indossato per la prima volta la fascia da capitano con Pioli, Radu me l’aveva data, poi l’ho portata a sprazzi. Portarla al derby dall’inizio è stato molto particolare, i giorni prima sono stati devastanti. Non rivivrei mai il pre derby, vivrei la partita, ma il pre derby è stata una cosa incredibile.

Nelle lacrime c’era un po’ di tutto. E’ stata una liberazione, è quello che ho sempre voluto. Il calcio si sta evolvendo sempre più e noi come squadra cerchiamo la perfezione a livello tecnico-tattico, vincerla così è stata una cosa in più. Il derby si vive tutto l’anno, anche in spiaggia, in qualsiasi bar della città. Rappresenti ogni bambino e signore, mi è pesata la responsabilità. In quel pianto c’era la liberazione”.

ESORDIO – Lazio-Napoli me la ricordo, perdemmo 1-0 per Higuain. I miei genitori erano allo stadio, sensazione bella, la partita non l’avevamo vinta e c’era un po’ di amarezza. L’esordio da ragazzo nella propria città era colorata da emozioni. La settimana dopo ho giocato col Milan. Contro il Napoli come la vivo? E’ una partita importante, la vivo bene, sono molto fiducioso della squadra, cerco sempre di aver pensieri positivi. In questo momento è una delle squadre più in forma di Europa. Penso che possiamo fare bene. Lobotka? Bisogna fargli i complimenti, ha avuto qualche difficoltà all’inizio.

AVVERSARI – Quella più complicata da affrontare è stata l’Atalanta, che ha fatto la partita dell’anno da noi. Era difficile trovare spazi, io sono stato in difficoltà. Un giocatore più tosto? Kvaratskhelia .

SARRI – Con Sarri si parla solo di calcio. Sa il fatto suo, si parla spesso di calcio perché è un perfezionista, non è quasi mai contento, anche quando facciamo un’ottima cerca sempre di migliorare, è da apprezzare. Se ne esce qualche volta con qualche aneddoto sulla sua vita, quella è la parte divertente. Cosa scrive sul quadernino? No, non l’ho mai visto, si segnerà i minuti, qualcosa da farci rivedere poi nei video.

Il suo arrivo? Per me è stato molto importante, venivamo da Inzaghi che aveva un altro tipo di calcio, come modulo e approccio alle partite. Mister Sarri vuole che la squadra sia molto alta e corta, più palleggio e che si gioca insieme ai centrocampisti, è stato difficile all’inizio. Nel ritiro mi allenavo come mezzala, l’ho iniziato a fare lo scorso anno piano piano, e ho cercato di migliorare in fase difensiva che non sono proprio forte. Per me questo è il primo anno, sembra paradossale, ma è il primo anno che ho questo ruolo centrale all’interno della squadra. Speriamo di raggiungere gli obiettivi prefissati

CURIOSITA’ – Il numero 32? L’ho scelto così, a Crotone avevo il 28 ma qui era occupato, un massaggiatore mi disse di prendere il 32. Ho provato a cambiarlo ma non è andata alla grande, ho avuto il 5 un anno ma non è stata una grande annata. Come vivo a Roma? Mi reputavo un ragazzo anti calciatore, vivo la mia vita nella maniera più normale possibile. Porto mio figlio in giro, faccio delle passeggiate, la città la vivo tranquillamente, poi i tifosi ti riconoscono e ti parlano anche del derby. La cosa più simpatica che mi hanno detto? Non mi ricordo niente, troppo difficile (ride, ndr). Videogiochi? Ho giocato, poi è nato mio figlio e ho messo tutto da parte. Mia moglie una sera, in pandemia, mi ha staccato tutto

MATRIMONIO – Abbiamo fatto una raccolta per delle persone a noi vicine e abbiamo deciso di dare loro una mano, l’ho fatto insieme a mia moglie. Una parte dei regali ricevuti li abbiamo dati a queste persone che ne avevano bisogno sicuramente più di noi. Sono molto generoso, cerco di non farlo sotto i riflettori, non mi piace stare sotto i riflettori. Sui social quando mi va pubblico qualcosa

SOGNI – Da ragazzo si sogna sempre in grande, non ci si rende conto della difficoltà. Il mio sogno era vincere lo scudetto, giocare con la Nazionale, qualcosa mi manca, chissà. Le cose più importanti si sono avverate. Il mio desiderio era avere una famiglia, riuscire a giocare in Serie A, i miei genitori stanno bene

PROVEDEL – Ivan è un bravissimo ragazzo, ha questa faccia da bravo ragazzo però anche se è silenzioso, per i modi, ti trasmette tranquillità e sicurezza dietro, è un grandissimo portiere. Non gli serve strillare. Il più fumantino? Luis Alberto è fumantino, è il numero 10 e quindi è così

SQUADRA – Che gruppo siamo? Ci sono bei personaggi, divertenti (ride, ndr), siamo un bel gruppo. E’ arrivato il capo quest’anno, Casale, è un personaggio mai visto. E’ un soggetto (ride, ndr), fa ridere, è troppo particolare, è un grandissimo giocatore però, mettiamolo in chiaro! Chi si veste peggio? Gila è tanta roba, mette cose più grandi di lui. Chiedetelo anche agli altri, sicuro vi diranno così, lui stesso lo dice. Tutti i giorni glielo diciamo

FANTACALCIO – Pessimo, non ho mai fatto fantacalcio in vita mia, due ragazzi mi convinsero a farlo, l’ho fatto ma mi scordo che molti giocatori sono squalificati, mi dimentico di mettere la formazione. Nell’ultima ho messo Romagnoli ma mi sono scordato che fosse infortunato. Mi scordo delle volte che ci sono le partite. Mi mandano i messaggi ‘sei un giocatore, come puoi scordartelo

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