Giorgio Chinaglia, la vera Lazialità
A quattordici anni dalla scomparsa di Giorgio Chinaglia, è giusto ricordare una delle figure più iconiche della storia biancoceleste. Era il 1° aprile 2012 quando se ne andava in silenzio un uomo che ha rappresentato molto più di un semplice calciatore: Chinaglia era la Lazio.
“Long John” è stato tutto: bomber, leader, presidente. Ha vissuto il biancoceleste con istinto, passione e una fede incrollabile. Anche nei momenti più difficili, tra errori e scelte discutibili, non è mai mancato l’amore viscerale per quei colori.
Chinaglia era schietto, diretto, autentico. Lo dimostrò anche con la Nazionale, quando non ebbe paura di sfidare apertamente Ferruccio Valcareggi, simbolo di un calcio che lui non sentiva suo. Un atteggiamento impensabile oggi, in un calcio spesso più costruito che vissuto.
Sarà sempre ricordato da noi laziali

Giorgio Chinaglia / Foto: profilo X Lazio
Se n’è andato quasi in punta di piedi, tra critiche e polemiche, forse senza il riconoscimento che meritava. Ma per il popolo laziale resta un’icona immortale, l’essenza pura della lazialità. Oggi, più che mai, il suo ricordo pesa e vale. Ce ne vorrebbero di Chinaglia nei club italiani, ce ne vorrebbero di Chinaglia nella nazionale Italiana. Perché Chinaglia non era solo un giocatore: era identità, carattere, appartenenza. Era, semplicemente, la Lazio.


