Lazio, le prime parole di Motta in maglia biancoceleste: “Arrivare in una società così importante è incredibile”
Il nuovo acquisto della Lazio Edoardo Motta si è presentato ai tifosi attraverso un’intervista rilasciata ai canali ufficiali del club. Il portiere arriva in sostituzione di Mandas, ceduto al Bounemouth. Il ventunenne è stato prelevato dalla Reggiana, squadra in cui ha avuto l’opportunità di essere allenato dall’ex bandiera biancoceleste Alessandro Nesta. Di seguito sono riportate le dichiarazioni del giocatore:
“Questa trattativa è nata molto all’improvviso. Io sono venuto qua dalla Reggiana, società di Serie B, dove ho disputato questa prima parte di campionato. Per me arrivare alla Lazio è un’emozione incredibile, è il primo anno che sono in Serie A e in una delle società più importanti di Italia ed Europa. Il mio sogno è cercare di ottenere qualsiasi cosa possibile a livello di titolo, ma soprattutto di imparare e migliorare giorno dopo giorno ascoltando qualsiasi compagno e membro dello staff. Non ho esperienza e sono qui per ascoltare imparare da tutti. Mi sono presentato a tutti, non ho parlato tanto con il mister, ma più con i preparatori dei portieri. Ci siamo trovati su tante idee. Mi descrivo come un portiere abbastanza affidabile.
Ho grandissimi margini di crescita, devo migliorare su tutto perché non si smette mai di imparare. Qualsiasi cosa che può darmi Provedel è positiva. Ho tutto da rubargli, e imparare. Dall’essere metodico nel lavoro, al gesto tecnico, l’atteggiamento.
Veramente qualsiasi cosa. Mister Nesta è stato il primo a credere in me, assieme al suo staff. La Lazio è una delle squadre più importanti del mondo, ma la cosa che mi colpisce è lo stadio con una grandissima storia e i tifosi, che sono incredibili e molto caldi. Cech è stato il mio primo idolo. Purtroppo, non gioca più e non posso più guardarlo. Ero affascinato dal suo modo di interpretare il ruolo e dal caschetto che lo ha reso iconico. Ora cerco di imparare da tutti, non ho un vero e proprio idolo a parte Cech. Cerco di imparare da tutti. Ho scelto il numero 40 senza un vero motivo. Avrei optato per l’1 ma non mi sentivo pronto. È abbastanza pesante e ho optato per qualcosa di più sereno.”


