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Lazio -Napoli il dominio assoluto dei partenopei

by Lara De Angelis
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Gennaio 2026: una Lazio spenta e ipnotizzata

L’ Olimpico si è trasformato in uno scenario di dominio assoluto, dove il Napoli di Antonio Conte ha recitato un monologo tecnico. I  partenopei hanno imposto una dittatura del possesso palla vicina al settanta per cento, annullando ogni timida e disorganizzata ambizione tattica dei biancocelesti.

Non si è trattato di una semplice supremazia, ma di una gestione scientifica degli spazi che ha letteralmente tolto l’ossigeno alla manovra dei biancocelesti. Gli uomini di Conte hanno orchestrato trame geometricamente perfette, costringendo la Lazio a una difesa disperata che ha ricordato un assedio d’altri tempi calcistici.

​La fine dell’imbattibilità di Provedel

L’episodio che ha definitivamente spezzato l’equilibrio della gara, ha portato con sé il fragore della storia che si interrompe bruscamente davanti agli occhi dei tifosi. Dopo una serie incredibile di nove clean sheet consecutivi, la porta difesa da Ivan Provedel è stata violata da una conclusione di una precisione spietata.

Le 2 reti  non hanno soltanto regalato i tre punti al Napoli, ma ha polverizzato un record prestigioso che celebrava la solidità difensiva della retroguardia laziale. Il primato di imbattibilità del portiere biancoceleste si è sgretolato sotto i colpi di un’azione magistrale, lasciando sul campo un senso di amara ed evidente impotenza.

Delusione e senso di impotenza

La  Lazio di Sarri è apparsa purtroppo irriconoscibile e quasi ipnotizzata, schiacciata dal peso di un palleggio rapido che non concedeva alcuna possibilità di ripartenza. Il centrocampo napoletano ha fatto da padrone, recuperando palloni con “ferocia agonistica” e distribuendo il gioco con una disinvoltura tecnica ai limiti della perfezione.

Al fischio finale, resta la sensazione di aver visto la squadra partenopea, che ha ormai acquisito la consapevolezza delle grandi e punta con decisione alla vetta massima, dimostrando di saper colpire con letale cinismo, confermando così una maturità che spaventa tutte le dirette concorrenti al titolo.

Al contrario, per la Lazio di Mister Sarri, si apre invece una fase di riflessione profonda, necessaria per metabolizzare una sconfitta interna, che ha evidenziato limiti strutturali. La caduta dell’imbattibilità di Provedel segna anche la fine di un’illusione, ricordando a tutti che la bellezza estetica, deve sempre coincidere con la necessaria e concreta efficacia.

Dopo questa mediocre prestazione, emerge un’amarezza profonda, che vede la Lazio scivolare verso l’anonimato di una posizione di metà classifica, spegnendo quasi definitivamente i sogni di gloria dei tifosi, rendendo gli obiettivi stagionali un miraggio lontano da poter essere raggiunto.

 

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