La Lazio piega il Genoa di misura all’Olimpico, capitalizzando il guizzo di Davide Frattesi per centrare la seconda vittoria consecutiva in campionato. Un 1-0 che certifica la solidità della squadra e la dedizione al nuovo progetto tecnico, pur lasciando intravedere fisiologici margini di crescita nella gestione delle ripartenze. Al termine dei novanta minuti, Gennaro Gattuso analizza la prestazione dalla sala stampa, rivendicando l’atteggiamento del gruppo e tracciando un bilancio lucido sulle sfide di un sistema tattico in piena metamorfosi.
Lazio-Genoa: le parole di Gattuso in conferenza stampa
L’evoluzione del modulo domina le riflessioni dell’allenatore calabrese, che elogia l’abnegazione dei suoi uomini di fronte a una transizione stilistica radicale:
“Ho visto una maggiore convinzione della squadra. Hanno pressato con criterio. Negli ultimi 10 minuti Davide Frattesi zoppicava e non riusciva a pressare. Mi sta piacendo la continuità che abbiamo. Sbagliamo troppe scelte a campo aperto. La mentalità è quella giusta, Non è facile giocare con questa pressione ultra offensiva. I ragazzi stanno sul pezzo”.
Il passaggio dal vecchio spartito al nuovo approccio richiede necessariamente tempo, un fattore che il tecnico sottolinea per scacciare i condizionamenti esterni:
“Non dovete sottovalutare il metodo che stiamo cercando. L’anno scorso facevamo un calcio totalmente diverso. Allenata da un maestro, ma quest’anno è diverso. Ci vuole tempo. Bisogna fare i complimenti a questi ragazzi. Ricordiamoci che abbiamo smontato tutto. Non sono nemmeno due mesi che lavoro con questi ragazzi”.
L’entusiasmo per i tre punti si scontra tuttavia con un’infermeria affollata e le note criticità di una rosa numericamente ai minimi termini nella zona nevralgica del campo. A poche ore dal gong del mercato, Gattuso allontana le speculazioni sui rinforzi, erigendo uno scudo a protezione del suo organico attuale:
“Non mi aspetto nulla, mi basta che rimangano quelli che ho a disposizione. Ho saputo di Ratkov a mezzogiorno e mezza. Che devo fare io se abbiamo tutti questi infortuni a centrocampo. Se non ci sono soldi che facciamo? Vado a rapire i giocatori con una maschera? Voglio parlare di calcio giocato. Questi ragazzi stanno dando la vita. Numericamente ci servirebbe, ma va bene così”.
Le rotazioni limitate costringono lo staff a un monitoraggio serrato sulle condizioni dei singoli, tra scommesse vinte sul campo e recuperi complessi che detteranno l’agenda della settimana entrante:
“Belahyane si è fatto trovare pronto, se lo vedi non gli dai un euro e invece sa giocare. Rovella domani riposa e martedì farà una risonanza. Cataldi si è fermato negli ultimi 7-8 giorni. Speriamo di averlo in gruppo la prossima settimana. Viene da un’operazione importante. Gli altri infortunati, Dele-Bashiru è meno grave di Marusic. Pellegrini fra 5-6 giorni dovrebbe tornare. Patric farà una nuova risonanza. Gigot è fuori”.
In chiusura, un’analisi mirata sulle nuove responsabilità del portiere, trasformato in un vero e proprio regista aggiunto per supportare la costruzione dal basso:
“Mandas da quando sono arrivato io tocca più palloni di qualche calciatore, Tocca 60-70 palloni. Mi piacerebbe se sbagliasse meno, colpa anche mia che gli chiedo di fare determinate cose. Ci da anche superiorità numerica in alcuni frangenti”.


