Il tecnico analizza la vittoria sull’Ascoli, traccia le linee guida del 4-3-3 e fa il punto sul mercato: “Servono due innesti di livello, vietato sbagliare. Ai tifosi risponderemo solo con i fatti”
LAZIO – GATTUSO. Un test probante, due risposte chiare sul campo e la consueta concretezza di chi non ama girare intorno ai problemi. Al termine del successo per 2-1 contro l’Ascoli — firmato dalle marcature di Mattia Zaccagni e Petar Ratkov — Rino Gattuso si è presentato ai microfoni della mixed zone disegnando un quadro nitido del momento in casa Lazio. Tra ritmi atletici in netta crescita, esperimenti tattici e un rapporto con l’ambiente da ricostruire mattonella su mattonella, il tecnico calabrese traccia la rotta per la nuova stagione.
Carichi di lavoro e ritmo partita
La priorità di questa fase della preparazione era mettere chilometri e intensità nelle gambe. L’obiettivo delle due amichevoli ravvicinate era garantire un minutaggio elevato alla rosa (70-75 minuti a giocatore), e i riscontri sul piano atletico sono stati ampiamente positivi. “Devo fare i complimenti ai ragazzi per come stanno lavorando. Stiamo provando a fare qualcosa di nuovo e la squadra sta recependo con grandissimo entusiasmo. Volevamo dare 70-75 minuti di autonomia alle gambe di tutti ed era quello l’obiettivo primario. Siamo molto contenti.”
Assetto Tattico: 4-3-3 e pressione alta
Sgombrato il campo da equivoci moduli, Gattuso ha ribadito l’impostazione tattica della squadra, fondata sull’aggressività e sulla riconquista rapida della palla nella metà campo avversaria. Contro l’Ascoli si è visto un 4-3-3 dinamico, con Taylor impiegato sulla linea degli attaccanti per garantire la parità numerica in fase di prima pressione. “Quando vuoi fare una pressione offensiva bisogna andare uomo su uomo. Oggi la squadra ha giocato con il 4-3-3, non con il 4-3-2-1”, ha precisato l’allenatore, sottolineando come la priorità sia dare un’identità forte e riconoscibile al gruppo.
Mercato: due rinforzi chirurgici
Con il consueto pragmatismo, Gattuso non si è nascosto di fronte alle domande sul calciomercato. La rosa ha bisogno di essere puntellata, ma senza frenesia o acquisti di ripiego: “Sappiamo bene che alcune cose dobbiamo farle. Non dobbiamo prendere tanto per prendere, ma riuscire a non sbagliare i due acquisti che arriveranno: un attaccante e un difensore centrale, dove al momento siamo un po’ corti.” Su Alessio Romagnoli, il tecnico ha speso parole di stima pur mantenendo il riserbo sul futuro: “È stato un mio giocatore al Milan, sono stato io a rinnovargli il contratto. È una persona perbene e un grande professionista, poi vedremo cosa succederà”.
Ambiente e Tifosi: “Parlano i fatti”
Un passaggio fondamentale dell’intervento ha riguardato il clima da ritrovare con la piazza. Con 3.000 sostenitori al seguito anche in una caldissima giornata estiva, il messaggio del mister è chiarissimo: niente alibi, solo sudore. “Abbiamo il dovere di sudare la maglia e onorarla. L’Olimpico deve essere un valore aggiunto e non un alibi. Non ho la presunzione di dire che gli faremo cambiare idea subito, ma l’obiettivo è quello. Possiamo farlo solo con l’atteggiamento, con la voglia e con i fatti.”


