La polvere si accumula a ritmi vertiginosi, ma il tappeto srotolato dalla presidenza della Lazio non è palesemente più sufficiente per nasconderla tutta. La mossa disperata attuata dai vertici societari certifica, in modo inequivocabile, il momento emotivo e ambientale più buio della storia calcistica recente della sponda biancoceleste. La controversa decisione di rinviare ufficialmente al 22 luglio la comunicazione relativa al numero degli abbonamenti sottoscritti durante la prima fase di vendita rappresenta un evidente e maldestro tentativo di camuffare un fallimento senza precedenti.
La società guidata da Claudio Lotito spera in un miracolo temporale, aggrappandosi alla fragile illusione che l’apertura della finestra secondaria per le prelazioni possa magicamente invertire una tendenza catastrofica. Eppure, il ritardo strategico nella diffusione dei dati appare agli occhi di tutti come uno specchio fedele della profonda confusione operativa in cui versa il club. Posticipare la resa dei conti statistica non salverà la proprietà dall’impatto frontale con una realtà cruda e spietata: la diserzione di massa è ormai un dato di fatto incontrovertibile.
Lotito è alle corde: la comunicazione della Lazio getta benzina sul fuoco
Scavando sotto questa coltre di silenzi e rinvii puramente strategici, la reale portata dei numeri emerge in tutta la sua dirompente e inesorabile gravità. Le indiscrezioni più accreditate che filtrano dai rivenditori autorizzati parlano di un bacino di tessere staccate che oscilla flebilmente tra le 650 e le 800 unità al massimo. Una miseria statistica che sprofonda ulteriormente nel ridicolo se si analizza la composizione di questi rinnovi: una larga fetta non è infatti frutto della passione spontanea e travolgente dei sostenitori, bensì il risultato di freddi vincoli commerciali legati a sponsorizzazioni, accordi di partnership e quote istituzionali destinate a parenti e figure dirigenziali.
Il tonfo è letteralmente assordante, specialmente se paragonato alle quasi 30.000 tessere registrate solamente un anno fa. La prospettiva attuale non riguarda più la caccia a trofei storici come la Coppa Italia, ma la disperata e umiliante rincorsa per non infrangere in negativo il record stabilito nel 2016, quando la campagna si chiuse miseramente a quota 6.000 abbonati. Mentre il 20 luglio Lotito si appresta a presentarsi ai tifosi della Reggina, la prima squadra della Capitale continua ad essere invischiata in una dinamica molto pericolosa.


