Lazio, Fabiani a Dazn: “L’importante è credere nel progetto”

Angelo Fabiani / Foto: profilo X SS Lazio
Il DS della Lazio Angelo Fabiani ha rilasciato una lunga intervista a Dazn, nella quale ha analizzato il momento attuale dei biancocelesti. Il successo contro il Milan ha restituito un piccolo sorriso ai tifosi, ma la stagione resta ampiamente negativa. L’unica competizione a cui aggrapparsi è la Coppa Italia, trofeo a cui la società tiene particolarmente, dato che rappresenta l’unica strada per raggiungere l’Europa. Dal prossimo anno, sebbene sia complicato, il club dovrà allestire un progetto più competitivo, se si vuole ambire ai primi cinque posti della classifica. Di seguito sono riportate le dichiarazioni di Fabiani:
“Pensare di vincere lo scudetto, di centrare immediatamente l’obiettivo Europa o vincere trofei, sarebbe pura utopia. Ma io sono straordinariamente convinto che la Lazio, proprio per quello che si è imposta, non tarderà a diventare una squadra che potrà competere per le prime cinque posizioni.in Serie A. Tutti gli anni sono difficili, questo forse è stato l’anno più complicato perché coincide con una ristrutturazione dell’intero organico, è l’anno zero.
Ci sono stati tanti episodi negativi. Sarri si è trovato a scendere in campo anche senza 6-7-8 titolari. Purtroppo sono quelle annate un po’ segnate, ma l’importante è comunque credere nel progetto. Stiamo, nel prossimo futuro, organizzando una tavola rotonda con tutte le componenti che fanno parte del mondo del calcio: media, tifosi, istituzioni proprio per illustrare qual è questo nuovo percorso.
E’ giunto il momento, con dati oggettivi alla mano, di informare la gente di quello che oggi la Lazio sta facendo. Io ho un solo compito, che è quello di far sì che nel più breve tempo possibile si possa avere una squadra competitiva nel massimo campionato.
Per quanto riguarda il mercato, non abbiamo messo alla porta nessuno, ma quando ti trovi di fronte a delle reiterate richieste di andare via, da parte del calciatore o dei procuratori, bisogna accontentarli perché ritengo che all’interno di un gruppo e di uno spogliatoio ci debbano essere dei calciatori motivati”.


