Home RubricheStorie Di Lazio Sinisa Mihajlovic: il Guerriero dal Cuore tenero!

Sinisa Mihajlovic: il Guerriero dal Cuore tenero!

di Roberto Mari
stella rossa

La storia di un guerriero: Sinisa Mihajlovic.

In una Roma piena di luci per l’imminente arrivo del Natale si sono svolti ieri i funerali di Mihajlovic, uno dei più amati calciatori della storia biancoceleste.

Sinisa Mihajlovic nasce a Vukovar il 20 febbraio del 1969 e muore a Roma il 16 dicembre del 2022.

Gli inizi

Cresciuto calcisticamente nel Borovo e poi nel Vojvodina viene acquistato dalla Stella Rossa con la quale conquista la Coppa dei Campioni nel 1990/91.

Approda poi in Italia comprato dalla Roma nel 1992 ma il suo rendimento non soddisfa molto i vertici giallorossi e viene ceduto in prestito alla Sampdoria due anni dopo.

Con i blucerchiati emergono tutte le sue qualità e guidato magistralmente da Sven-Göran Eriksson riesce a perfezionare le sue doti balistiche sui calci piazzati.

Dopo alcune stagioni nella città ligure viene acquistato a titolo definitivo dalla Lazio su suggerimento proprio di Eriksson che lo voleva fortemente con lui.

In biancoceleste

Alla Lazio diventa un vero e proprio leader con cui conquista diversi trofei e mette a segno numerose reti.

Con l’aquila sul petto conquista uno Scudetto nel 2000, due Coppe Italia nel 2000 e nel 2004, due Supercoppe Italiane nel 1998 e nel 2000, una Supercoppa Europea nel 1999 e una Coppa delle Coppe nell’ultima edizione della competizione nel 1999.

L’enorme potenza del suo tiro lasciò tutti increduli.

Il dipartimento di Fisica dell’università di Belgrado lo sottopose ad alcuni studi per capire la forza esercitata quando esplodeva il suo mancino.

Nella relazione finale concluse che la potenza del suo sinistro arrivava a toccare i 160 km di velocità.

Parte delle sedute di allenamento le dedicava a perfezionare i suoi calci di punizione utilizzando barriere artificiale poste ad una distanza inferiore da quella stabilita dal Regolamento.

In questo modo, unendo anche una rincorsa breve che non dava punti di riferimento ai portieri avversari, riuscì ad essere spesso decisivo sui calci piazzati.

Le sue punizioni erano paragonabili ai calci di rigore, talmente era alta la probabilità che potesse fare gol.

Suo il record ancora imbattuto di tre reti in una stessa partita tutte realizzate su calcio di punizione, ironia della sorte proprio contro la sua ex squadra,  la Sampdoria.

Un vero e proprio incubo per le difese avversarie che formavano malvolentieri le barriere sapendo la potenza del suo sinistro.

Il ricordo

Purtroppo Sinisa ci ha lasciato troppo presto stroncato dalla Leucemia Mieloide Acuta.

Nemmeno il trapianto di midollo fatto nell’ottobre del 2019 è stato in grado di salvarlo da una malattia subdola che lo ha logorato nel fisico ma non nell’animo.

Aveva sempre un sorriso per tutti. Un uomo vero, un combattente, un guerriero dall’anima nobile e generosa.

Ci lascia a soli 53 anni ma non potrà mai essere dimenticato dalla gente laziale con cui ha sempre avuto un rapporto di grande stima, affetto e amicizia.

Non ha mai negato di essere tifoso della Lazio con cui ha vissuto momenti indimenticabili e i tifosi biancocelesti lo ricorderanno sempre.

Ciao Sinisa!

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