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Sarrismo 2.0

di Patrizio Trecca
sarrismo 2.0

Sarrismo 2.0 – Forse si

Quello che stiamo vedendo negli ultimi due mesi di campionato della Lazio ci porta ad una riflessione di carattere tattico che potrebbe aver scaturito nella nuova frontiera del sarrismo: il sarrismo 2.0.

Adesso c’è da chiedersi se si tratta di una semplice coincidenza oppure se l’ottimo rendimento della Lazio nelle ultime 10 partite di campionato è legato proprio a questo atteggiamento cambiato della squadra di Sarri.

Ma cosa è cambiato realmente in termini di atteggiamento in campo?

La “prima” Lazio di Sarri (quella dei primi mesi per intenderci) era una squadra che andava ad aggredire altissima i primi portatori di palla avversari ma, per problemi di distanze tra i reparti, spesso veniva colpita dalle squadre abili a sviluppare il gioco ed inserirsi proprio nelle distanze errate della Lazio.

Da qualche tempo, però, le cose sono cambiate nel senso che la squadra non va più tassativamente sempre a pressare sui primi portatori di palla ma, in alcuni casi, arretra la fase di inizializzazione del suo pressing di 10-15 metri, aiutando tutti gli altri reparti di conseguenza ad essere più compatti e quindi più vicini e prestare, quindi, meno il fianco alle ripartenze e allo sviluppo delle manovre avversarie.

Per farla breve, insomma, è una Lazio che ha accorciato il proprio raggio di sviluppo d’azione di circa 10 metri e quindi, a differenza di prima, non va più a pressare nell’area di rigore avversaria ma orientativamente la fase di pressing e di primo attacco comincia nella trequarti campo avversaria.

In tutto questo sono convintissimo del fatto che abbia influito di molto la presenza in campo di Leiva, abilissimo, oltre che nel distruggere il gioco avversario, anche ad essere il punto di riferimento tramite il quale vengono mantenute correttamente le distanze tra il reparto della difesa e il centrocampo.

Sarri, da parte sua, è stato molto bravo, nel senso che inizialmente ha voluto testare la squadra nei primi mesi applicando quello che è il suo credo calcistico al 100% per poi prendere consapevolezza delle qualità della rosa e, per andare incontro ad essa, ha cambiato atteggiamento tattico restituendo l’equilibrio basilare alla squadra stessa.

E forse non è un caso che la difesa biancoceleste è uscita imbattuta nelle ultime quattro giornate di campionato nonostante l’assenza del suo leader difensivo che risponde al nome di Francesco Acerbi.

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