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Renè Van De Kerkhof, il tulipano.

di Valentino Valentino
renè van de kerkhof

Renè Van De Kerkhof, il tulipano.

Renè Van De Kherkhof, il tulipano del calcio, la scuola ed il paese delle dighe. Quanti ricordi.

In gioventù mi entusiasmavo per lo Sport e praticavo molte discipline sportive. La Lazio ed il calcio mi attraevano in maniera viscerale. Negli anni ’70, come ogni supporter laziale, stravedevo per la Lazio di Maestrelli e per una nazionale: l’Olanda. L’Olanda, l’Ajax, il Feyenoord, il Twente  portarono alla ribalta un gioco nuovo, veloce, performante e tanti campioni: Neeskens, Krol, Haan , Crujiff, Van Hanegem, Rep, Jongbloed e tanti altri.

Li ammiravo in televisione e speravo, da giovane tifoso di quell’epoca, di poterne vedere qualcuno da vicino, chissà quando, magari nella Lazio. Mi incuriosiva e mi piaceva il modo di giocare di Renè Van De Kerkhof. Avviato al calcio giovanissimo, insieme al fratello gemello Willy, aveva iniziato la sua carriera calcistica nel Twente. Quasi identico nella corporatura al fratello gemello (centrocampista), Renè aveva caratteristiche offensive più spiccate. Ala destra, rapido, aggressivo, era in grado di trovare la via del goal con una buona facilità. Sognavo, speravo e sognavo, bramavo di vederlo in campo con la maglia della Lazio

Argentina ’78,Il tulipano si ribella.

“Le matite spezzate”, la dittatura  militare argentina, il Peronismo, le madri di “Piazza de Mayo”, gli “anni di piombo”, la crisi economica …. tutto questo era la vita di quel tempo. Per me Zico, Pablito Rossi, Giordano, Kempes, Rummenigge, l’Olanda di Renè Van De Kerkhof era il Calcio, il mio Calcio.

Adattabilità, velocità, tecnica, dribbling, goal: mi piaceva quel calciatore, primattore di quegli anni e di quel campionato del mondo.

Ricordo un Goal alla Germania Ovest, nel girone di semifinale, e la finale con l’Argentina. Il mio giocatore preferito fu al centro di un “caso”, durante quella partita. A causa di una fasciatura, ad una mano, un po’ ortodossa, l’olandese, fece iniziare, per il cambio, con 15 minuti di ritardo la partita. Vinsero i padroni di casa (3 ad1), rubando, con il dittatore Videla che pontificava dalla tribuna.

L’Olanda, eterna seconda, usciva a testa alta da quel Mondiale: il mito dello sconfitto si faceva largo nei miei pensieri !

Renè Van De Kerkhof. Il tulipano mai sbocciato.

Dopo due estati, il mio sogno sembrava avverarsi. 1980: a fine campionato il Direttore Sportivo della Lazio, il giovane ferroviere Luciano Moggi, acquistò Renè Van De Kerkhof. Acquistato per sostituire Bruno Giordano, purtroppo, l’olandese non vide mai il campo.

Era l’anno del primo “calcio scommesse”: la Lazio venne retrocessa in serie B e l’olandese non giocò mai in Italia

(a quell’epoca non si poteva tesserare nessun giocatore straniero in serie B). Il tulipano non sbocciò e fece ritorno al PSV Eindhoven. L’olandese continuò a giocare per qualche anno tra Grecia, Hong Kong, ancora Olanda e poi smise.

Insieme al fratello gemello, da qualche anno, commenta le partite del calcio olandese.

Peccato. Nel mio giardino, di tifoso, il tulipano non è mai sbocciato.

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