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Mercato: attenti a quei tre

di Patrizio Trecca

Attenti a quei tre: riflessione sulle cessioni invernali

Verrebbe da dire davvero “attenti a quei tre” se ci fermiamo un attimo a riflettere sulle tre principali cessioni della Lazio nel recente mercato invernale.

Ci ritroviamo sempre a giudicare in maniera positiva tutto ciò che è al di fuori del mondo Lazio, quando invece, se ci fermiamo ad osservare e valutare con un minimo di attenzione, veniamo a scoprire che le cose non stanno affatto così.

A poco più di un mese dalle cessioni dei vari Vavro, Muriqi ed Escalante, arrivano notizie dai rispettivi campionati in cui giocano, in merito alle loro buone prestazioni e anche alle loro segnature.

Immediatamente, qui in Italia, queste notizie vengono subito “amplificate” come a dare ossigeno a chi, ora, può lasciarsi andare ad esempio a paradossali giudizi di rimpianto in merito a questi giocatori.

Paradossale, in questo caso, è il termine che “suona” meglio e che più di tutti è consono all’argomento che stiamo affrontando.

Chi vive di calcio dovrebbe sapere che ogni ambiente ha una storia a sé, così come ogni testa è una storia a sé; ed ogni testa (contestualizzata ad ogni ambiente) prende una propria strada.

Quindi, per ogni calciatore, ogni avventura ha una sua storia e spesso ogni storia è diversa da quella vissuta dallo stesso calciatore in un’esperienza precedente.

Tutto questo per dire che, nel rispetto dell’opinione di tutti, dal mio modesto punto di vista è paradossale adesso sentir parlare dei vari Muriqi, Escalante e Vavro come dei rimpianti, come giocatori lasciati andare con troppa superficialità.

Dal mio punto di vista, invece dopo una valutazione durata almeno due anni, si è giustamente arrivati alla conclusione che sono giocatori assolutamente inadatti a giocare a Roma, in un ambiente come Roma, in una grande squadra come la Lazio, e, forse, anche in Italia.

In Danimarca e Spagna forse hanno trovato quelle che sono le loro giuste dimensioni, i loro ambienti più adatti per metterli nelle condizioni di lavorare al meglio.

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Però è altrettanto vero che è sbagliato dire che a Roma sono stati valutati con troppa superficialità e messi all’angolo troppo presto, perché le cose non stanno affatto così.

Ad avvalorare di più questa tesi c’è il passaggio di due diversi allenatori che comunque hanno valutato sempre allo stesso modo questi calciatori e dobbiamo chiederci effettivamente cosa ha accomunato nella valutazione di questi ragazzi, i due mister.

La verità è che siamo sempre tendenzialmente portati ad enfatizzare (nel bene o nel male) in maniera estrema tutto ciò che accade lontano e al di fuori dal mondo Lazio.

Dal mio punto di vista spero vivamente che questi calciatori facciano benissimo nelle squadre in cui militano attualmente e che la Lazio possa la prossima estate liberarsi di tre cartellini in termini di ingaggio abbastanza pesanti ma soprattutto spero che la Lazio possa incassare un po’ di liquidità, assolutamente necessaria a vivere un mercato estivo più sereno.

Concludo questa mia riflessione nella speranza (a dire il vero ne ho molta poca…) che in seno alla società (DS in primis) quanto accaduto con questi calciatori possa essere da lezione e quindi evitare in futuro di portare giocatori assolutamente non consoni al progetto Lazio, con la speranza di avere in futuro meno “pesi” in squadra.

Il concetto è sempre e solo uno: la Lazio non è affatto una società ricca ma, anzi, deve sempre fare i conti col milione in più e milione in meno, quindi, proprio per questo deve essere brava a sbagliare il meno possibile ma soprattutto a fare acquisti mirati e compatibili con quello che è il progetto TECNICO in essere.

Stiamo attenti a quei tre…

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