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Long John, il trascinatore del popolo biancoceleste

di Lazio Live TV
Long John

Long John, il trascinatore di tutto il  popolo biancoceleste

Anni ’70. Alla radio passava, ripetutamente, il disco di Rino Gaetano ” Mio fratello è figlio unico”.In una strofa della canzone il cantante diceva che il fratello era un figlio unico perché era convinto che Long John non potesse mai passare al Frosinone ed io ripetutamente canticchiavo quel pezzo. Era diversa la vita, le città ed i luoghi in cui vivevamo e ci si “attaccava” di più di oggi ad un’idea culturale, alla politica, al proprio credo religioso, alla famiglia ed anche alla squadra di calcio. Da figlio unico, con pochi amici e parenti la Lazio era per me una valvola di sfogo, una passione, una bandiera lanciata nel vento, un atto di fede, un momento di orgoglio e di Libertà.

La Lazio, parafrasando uno slogan di quegli anni giovanili, era la mia Rivoluzione e Giorgio Chinaglia era il fuoco che alimentava l’idea.
Long John era quello che tutti i tifosi laziali aspettavano e che si andava a realizzare. La vita non era semplice per tanti di noi e non lo era nemmeno per lui. Emigrante, lavoratore fin da bambino, separato dalla famiglia, povero, offeso … Giorgio era uno spirito libero, passionale, coraggioso e ti faceva innamorare di lui e della Lazio. Long John, come tutta la banda Maestrelli, ha creato e ravvivato la passione, l’appartenenza, l’amore, l’orgoglio di un popolo verso la propria squadra.

Molto più di una vittoria di un campionato, di una o più imprese in un derby o di una presenza in nazionale, di un gesto o di un atto di ribellione … Long John era il vero creatore della Lazialita’. La Lazialita’ che non si descrive a parole ma che si spiega solamente vivendola.
Nel giorno che si ricongiunge al cielo mi ritornano in mente tante “immagini” di Giorgio: il “piede” verso i sostenitori della Roma in un derby, il rincorrere l’arbitro Menicucci con un ombrello in mano durante un Lazio-Udinese per non sottostare ad una ingiustizia e l’arrivo di Long John in curva Nord con lo striscione “Siete impagabili”…. quanto mi e ci manchi.

Il disco di Rino Gaetano va verso la fine, terminano le note e Giorgio Chinaglia rimane nei pensieri; è qualcosa di più di un ricordo, è un sentimento che tocca cuore e cervello, il fratello che avrei voluto e che , da figlio unico, non potevo avere. In testa, oggi, l’inciso finale … “e ti amo Long John … oh, oh, oh”.

 

Editoriale di: Valentino Valentino

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