Home Editoriali Lazio: Stadio Flaminio tra volontà e imposizioni.

Lazio: Stadio Flaminio tra volontà e imposizioni.

di Roberto Mari

Tanti discorsi per lo stadio Flaminio, ora servono i fatti.

Sta diventando una vera e propria telenovela quella che riguarda lo stadio Flaminio tra discorsi, proposte, vincoli e imposizioni.

La questione

Ripercorriamo insieme come si è sviluppata la vicenda;

Da molti anni la struttura dello stadio versa in condizioni vergognose, un impianto fatiscente che non è degno di una capitale europea.

Fino a pochi mesi fa era un dato di fatto che della questione importasse poco a tanti. Nessuno si è mai occupato di questa storica e gloriosa struttura che lentamente, ma inesorabilmente, è stata abbandonata a sé stessa.

Non si tratta di trovare di chi siano le colpe, anche se in un paese civile bisognerebbe farlo, ma si tratta di riuscire ad avere una mentalità costruttiva tale da ridare vita ad un bene della comunità, senza sprechi di risorse e con una volontà comune di raggiungere un obiettivo.

La realtà

Nel calcio moderno ogni società necessita di un proprio impianto, come avviene in molti paesi europei, perché oltre che prestigio porta introiti direttamente nelle casse del club a cui appartiene.

L’idea del presidente Claudio Lotito era in cantiere da diversi anni e negli ultimi tempi si è mosso in prima persona con decisione per poter regalare ai propri tifosi uno stadio di proprietà degno di un grande club.

Si sapeva che ci sarebbero stati degli ostacoli da superare ma il patron biancoceleste non si è perso d’animo e ha continuato a lavorare per poter arrivare ad un progetto da sottoporre poi all’amministrazione comunale di Roma Capitale.

Le difficoltà sono tante, tra vincoli e divieti, non è per niente facile presentare un progetto.

Se a questo aggiungiamo la burocrazia italiana che lega e spezza ogni iniziativa imprenditoriale allora l’impresa diventa veramente complicata.

Intenzioni

Al di là delle risorse economiche necessarie per poter ristrutturare e ammodernare una struttura complessa come quella dello stadio Flaminio, c’è da capire se tutti gli attori coinvolti in prima persona nel ridare vita all’impianto remino veramente dalla stessa parte.

La domanda sorge spontanea, c’è la volontà di tutti nel portare a compimento un percorso per la riqualificazione di un’intera area?

Stando alle ultime notizie mi pare di capire che si stia cercando di mettere ulteriori ostacoli in una situazione che ne ha già svariati da superare.

Il Comune di Roma vuole un progetto entro fine anno e Lotito sta per presentarne uno a breve.

Il presidente della Lazio vuole ampliare la capienza degli spettatori da 38 mila a 45 mila non solo per garantire ai tifosi di poter assistere alle gare della propria squadra del cuore, ma anche per rientrare negli standard europei per poter ospitare finali di competizioni Uefa.

Manca poco più di un mese alla fine dell’anno e l’evoluzione della vicenda sta per essere dipanata.

Vedremo se, di fronte ad un progetto concreto, l’amministrazione comunale possa dare il via libera definitivo per il bene della Lazio ma soprattutto della città di Roma.

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