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AMARCORD: PINO WILSON

di Luca Belardi
domani i funerali di pino wilson

PINO WILSON IL CAPITANO

Pino Wilson, il capitano.
Per tanti, quella fascia legata attorno al braccio può significare un valore più o meno importante, ma per una persona e un calciatore come Pino Wilson no.

Lui era il capitano, lui era la Lazio. Se tanti tifosi vedevano in Chinaglia il simbolo della Lazio, in tanti vedevano in Wilson l’uomo squadra. Quella fascia di colore rosso che esaltava il bianco e celeste messa sul braccio dava l’importanza di chi la indossava.

Era sempre pronto a difendere i suoi compagni , a discutere con qualsiasi arbitro, in modo elegante come faceva lui. Le braccia e le mani dietro

alla schiena per isolarle, e il suo viso vicino al giudice di gare a ringhiare e spiegare come sapeva lui.

Questo era Pino Wilson, e proprio lunedì prossimo In occasione della partita Lazio Venezia, Ciro Immobile capitano della Lazio indosserà quella fascia rossa che per tanto tempo è stata tenuta al braccio da Pino Wilson. 309 partite con la fascia di capitano, un record, un primato che è solo per pochi.

Con la Lazio ha passato un decennio, vincendo lo scudetto del 1974. Wilson e Chinaglia arrivano alla Lazio scelti da Maestrelli nell’estate del 1969. Inizialmente gioca come terzino per poi spostarsi al centro della difesa.

Giocatore molto tecnico è considerato uno dei difensori più forti d’Italia. La sua specialità sono le scivolate, sempre perfette a rubare palla all’avversario. Il suo primo goal in maglia biancoceleste lo sigla il 14 ottobre del 1973, contro la Sampdoria allo stadio Olimpico.

In una partita complicata e difficile, Wilson sigla la rete della vittoria a sette minuti dalla fine con un tiro da dentro l’area di rigore. Quella vittoria valse per la Lazio il primato in  classifica.

Fu anche il calciatore che nel giorno del dramma di Paparelli, andò sotto la curva a parlare con i tifosi per placare la situazione che stava per degenerare.

Una squadra di matti, fatta di clan. Si discuteva, si litigava, persino la partitella del venerdì, era un pretesto per litigare. Se non si finiva in pareggio, potevamo giocare anche tutta la giornata disse un giorno Wilson.

Grande uomo anche fuori dal campo. Con lui è cresciuto un giovanotto come Vincenzo D’Amico. Il momento più brutto per Pino, fu il dramma del calcio scommesse che in quell’epoca coinvolse molti giocatori.

Lui ha pagato il prezzo con una squalifica di tre anni. Essere un uomo è anche ammettere gli sbagli. E per quello sbaglio si auto punì, rifiutando qualsiasi offerta dalla Lazio e da altre squadre.

Il ricordo indelebile di un uomo che si e sempre prestato agli altri, sempre disponibile con tutti, lo ha reso quel condottiero che per un decennio ha fatto parte di quella meravigliosa squadra di matti.

Se n’è andato in punta di piedi, senza avvisare nessuno. I ricordi di quel difensore, così elegante, di quel capitano con la C maiuscola, saranno e rimarranno per sempre indelebili nella storia della società sportiva Lazio.

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