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AMARCORD: GIUSEPPE SIGNORI

di Luca Belardi

Giuseppe Signori

Giuseppe Signori, uno dei più grandi attaccanti che abbia mai avuto la Lazio. Cecchino impeccabile, con un sinistro micidiale, rapido veloce ma anche potente.

È stato il giocatore che per tre volte ha vinto il titolo di capocannoniere. Un attaccante che reggeva da solo il reparto offensivo. Scoperto e allenato da Zeman nel Foggia Giuseppe Signori insieme a Baiano e Rambaudi ,forma il trio delle meraviglie.

Sergio Cragnotti mette le mani al portafoglio per accaparrarsi quel giovane talento. 8 miliardi di lire è il costo della giovane punta. All’inizio tutti quanti spingevano per Baiano, ma la Lazio vede lungo e sceglie il biondino.

È l’estate del 1992. Signori approda alla Lazio e al suo esordio, sigla una doppietta a marassi contro la Sampdoria. Quella stagione il biondo attaccante sarà capocannoniere con 26 reti e conquisterà l’ingresso in Europa con la Lazio dopo 15 anni di assenza.

Beppe Signori ha lasciato una traccia indelebile nel cuore dei tifosi laziali. Amato osannato, cantato con il coro e segna sempre lui e segna sempre lui si chiama Beppe Signori si chiama Beppe Signori.

Nella stagione successiva l’attaccante biancoceleste si ripete. Trascina la Lazio fino al quarto posto, portandola di nuovo in Europa ma soprattutto bissando il primo posto nella classifica dei cannonieri.

Le scelte di Cragnotti si rivelano azzeccate. Il giocatore è ammirato da squadre importanti, che lo vogliono.

Nella stagione successiva, con l’arrivo di Zeman alla Lazio Signori ritrova il suo ruolo ideale.

Il 4 3 3 del boemo risalta le caratteristiche dell’attaccante, che seppur non vincendo il titolo di capocannoniere, con Boksic e Casiraghi forma il trio delle meraviglie.

Quella stagione per la Lazio sarà formidabile.

Valanghe di goal fatti permettono alla squadra di Zeman di arrivare seconda in classifica a 10 lunghezze dalla Juventus campione d’Italia.

 

Signori è all’apice della sua carriera, un giocatore completo, e proprio in quel momento, il Parma di Tanzi lo vuole nella sua squadra.

L’offerta e allettante. Cragnotti è pronto a venderlo, ma succede qualcosa di clamoroso. Una folla di laziali si riversa in strada e si presenta sotto la sede della Lazio in via Novaro.

Talmente è forte il disappunto, che il patron Cragnotti deve rifiutare l’offerta del Parma e tenere Signori alla Lazio. E un tripudio di felicità per il popolo Laziale.

La loro bandiera resta a Roma. Per la gente, Signori è quel giocatore capace di risolvere in qualsiasi momento, la situazione più difficile.

Di testa di destro, di sinistro ,Beppe riesce a trasformare l’impossibile in realtà. L’inizio della nuova stagione quella del 1995 1996, regala a signori per la terza volta la palma del capocannoniere.

Ormai è considerato un punto di riferimento di tutti gli allenatori e calciatori. La fascia di capitano è il massimo della più grande soddisfazione. Essere un punto di riferimento per tutti, fa capire quanto può essere importante sia come calciatore che come uomo.

In quella stagione Signori realizza 24 goal e porta a fine campionato la Lazio terza in classifica. Nella stagione 1996 1997 dopo l’esonero di Zeman, Dino Zoff punta su di lui per fare risalire la Lazio.

Diventa un vero assist men e con le sue 8 reti, la Lazio raggiunge un quarto posto, impensabile per come si era messa la classifica. Nella stagione 1997 1998 il presidente Sergio Cragnotti decide di puntare su Sven Goran Eriksson.

Da quel momento per Signori arrivano le prime difficoltà. L’allenatore non lo vede nel suo modulo ,e il giocatore fa sempre più fatica a ritagliarsi un posto da titolare.

Un episodio importante farà chiudere  definitivamente il rapporto fra lui e l’allenatore.

Vienna , ottavo di finale di Coppa UEFA, l’allenatore Eriksson fa riscaldare Signori per farlo entrare. Il giocatore si prepara ,ma alla fine non entrerà mai. La grande discussione che ne deriva, porterà alla cessione del giocatore alla Sampdoria.

Con 127 reti, è il terzo miglior marcatore di sempre nella storia della Lazio dopo Ciro Immobile e Silvio Piola.

Resta però una grandissima amarezza. Quella Lazio che stava diventando veramente forte poteva ancora avere bisogno di un giocatore come Beppe Signori.

Lui stesso avrebbe avuto una grande soddisfazione di poter  vincere con la maglia biancoceleste, e di stare accanto al suo pubblico che ancora oggi gli vuole ancora bene.

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