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AMARCORD: ANGELO ADAMO GREGUCCI

di Luca Belardi
Angelo Gregucci

Angelo Adamo Gregucci

Prima di iniziare a parlare di Gregucci, Angelo è quel giocatore che ha la Lazio dentro il sangue.

Un tifoso della Lazio, messo nel campo da gioco.

Gregucci ha conosciuto gli anni terribili, la rinascita e la crescita. Viene acquistato nell’estate del 1986, proveniente dall’Alessandria.

È il tipico centrale difensivo, forte di testa abile nella marcatura stretta, Gregucci ama anche proporsi in avanti soprattutto nelle palle ferme, in attesa di sfruttare l’abilità nel saltare e colpire di testa.

In quella stagione così travagliata, e difficile, per il calciatore è la crescita e la conferma negli anni avvenire, a dimostranza della grande professionalità di questo grande uomo prima e calciatore dopo.

Angelo Gregucci ha contribuito in maniera notevole alla salvezza della Lazio.

In quella stagione furono decisivi i suoi goal in partite difficili e tirate. Ma è stato anche il protagonista della promozione l’anno dopo, della Lazio nel calcio che conta con quegli undici leoni ed un allenatore eccellente come Eugenio Fascetti.

Amato dal pubblico biancoceleste per l’amore che nutriva per la maglia, sempre sudata alla rientrata negli spogliatoi.

187 presenze e 12 goal con la maglia della Lazio, segnò anche a Torino contro la Juventus, il goal del momentaneo vantaggio biancoceleste.

Gregucci è rimasto fino alla stagione 1992 1993. Sette anni in biancoceleste, dove riuscì anche a collezionare una presenza in nazionale,

Angelo Gregucci

Angelo Gregucci

nell’incontro contro la Russia valevole per gli europei del 1992.

Grande fu anche la sua carriera da allenatore, girando un po’ per tutta l’Italia.

Aver vestito la maglia della Lazio in quegli anni non era affatto facile ,e lui entrando in punta di piedi da giovane come era, si è ritagliato un posto, in quella Lazio povera ma con tanta voglia di fare bene.

Lui fa parte della storia e dei momenti indimenticabili della Lazio.

Ricordo un goal al Genoa all’Olimpico dove la Lazio vinse 1 a 0 al novantesimo. L’urlo di gioia e l’esplosione dello stadio, che accompagnò Gregucci, fino a sotto la curva Nord, piangendo di gioia.

Quella vittoria fu davvero pesante. Fu una di quelle partire che permisero alla Lazio di salire in serie A. E naturalmente il contributo, fu anche di Angelo Adamo Gregucci.

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